venerdì 20 maggio 2016

Carcinoma in situ della mammella

Carcinoma in situ della mammella

Il carcinoma in situ è la proliferazione di cellule epiteliali maligne all'interno del dotto (DCSI) o del lobulo (LCIS), senza invasione della menbrana basale. Pertanto non essendoci infiltrazione di vasi linfatici e sanguigni non sono in gradi di dare metastasi.
Oltre il 90% dei carcinomi in situ è rappresentato dalle forma duttale essendo il lobulare molto più raro.
E' molto importante riconoscere le forme di carcinoma allo stato in situ in quanto molti studi scientifiuci hanno dimostrato che un carcinoma in situ si trasforma in infiltrante in un caso su tre in un tempo che varia da 5 a 10 anni.
Negli ultimi 20 anni la scoperta di queste forme precoci è cresciuto in maniera determinante, costituendo dal 20 al 40 per cento di tutti i carcinomi mammari diagnosticati alla mammografia. quindi la diagnosi di queste forme avviene quando esse sono ancora di piccole dimensioni, non palpabili e talvolta unico segno radiologico sono le "microcalcificazioni".
Classificazione
la classificazione più comune distingue la forma comedo dalla forma non-comedo: sulla base degli studi attuali sembrano esserci importanti differenze prognostiche tra le diverse forme di DCIS : il 50% dei comedocarcinomi possono trasformarsi in carcinoma duttale infiltrante, la forma non comedo sembra avere uno scarso potere invasivo.
Il comedocarcinoma rappresenta la forma di DCIS a più elevata aggressività.Lla cellularità è abbondante, con evidenti aspetti di malignità con polimorfismo nucleare e necrosi centrale, che è all'origine delle carattteristiche "microcalcificazioni" intraduttali.

Non-Comedocarcinoma
Comprende i seguenti sottotipi
-solido
-cribiforme
-micropapillare
-papillare
I carcinomi solido e cribiforme appaiono generalmente distribuiti ad un solo quadrante e sono ben differenziati.
il carcinoma micropapillare tende ad estendersi a più quadranti. 
Di solito i carcinomi in situ non-comedo sono lesioni a basso grado nucleare e la necrosi genralmente è modesta o assente.
Attualmente l'unica indagine che riesce a fare diagnosi di DCIS  è la mammografia. In manierea schematica i segni mammografici più comuni nelle forme di DCIS sono :
-microcalcificazioni
-asimmetria focale o distorsione con o senza microcalcificazioni
-opacità rotondeggiante od ovalare a contorni definiti

per approfondimenti sul tumore della mammmella     www.senologia.eu

venerdì 22 aprile 2016

Tumore al seno. Le storie delle celebrità condizionano (in peggio) le scelte delle donne

Il tono delle notizie sui trattamenti delle celebrità con cancro al seno possono influenzare le decisioni delle donne sulla terapia da seguire. La conferma arriva da uno studio pubblicato su ‘Annals of Surgical Oncology’. Quando hanno osservato le notizie dal 1992 al 2014 sulle star con tumore al seno, i ricercatori hanno trovato che la doppia mastectomia tendeva a guadagnare sempre più spazio.

22 APR - (Reuters Health) - Dopo che una persona popolare si sottopone a mastectomia bilaterale, “questa scelta terapeutica non solo viene menzionata di più nella storia, ma in molti casi diventa l’argomento principale del pezzo”, sostiene Michael Sabel della University of Michigan Health Sistem di Ann Arbor, autore principale dello studio.
Sempre più donne colpite da tumore alla mammella stanno scegliendo di rimuovere entrambi i seni contemporaneamente, ma non ci sono evidenze che dimostrino che la pratica migliori la sopravvivenza in donne senza rischio genetico di cancro al seno. Una piccola survey pubblicata l’anno scorso su ‘Annals of Surgery’ ha riportato che la metà delle donne con il tumore a un seno, ma senza mutazioni genetiche che aumentassero il rischio, erano interessate alla rimozione del seno sano per evitare il cancro.

Nel loro ospedale, secondo Sabel e la collega Sonya Dal Cin, la percentuale di donne con un primo cancro a un seno intenzionate a procedere con mastectomia bilaterale è cresciuta dal 4% del 2000 al 19% del 2011. “Molte donne arrivano dal chirurgo con le idee già chiare, basandosi su informazioni esterne”, notano i due autori del lavoro. E spesso, queste informazioni arrivano dai media.
 
Lo studio
Per il nuovo studio, i ricercatori hanno cercato dei database con le notizie delle celebrità con cancro al seno. Hanno trovato 17 casi, dalla diagnosi all’attrice Olivia Newton-John nel 1992 a quella della personalità televisiva Joan Lunden nel 2014. Le notizie sui media sono aumentate in modo significativo sopo il 2004, secondo gli esperti. Gli articoli che facevano riferimento alla mastectomia bilaterale sono cresciuti moltissimo tra il 2008 e il 2009.
Complessivamente, circa il 45% delle notizie ha menzionato la procedura chirurgica quando alle star sono stati rimossi entrambi i seni, contro il 26% quando la news riguardava la rimozione di un seno solo o soltanto del tumore.

I ricercatori evidenziano anche che in molte storie manca la contestualizzazione: il 60% non ha menzionato la genetica, la storia familiare o il rischio. Per esempio il caso dell’attrice Christina Applegate, cui è stato diagnosticato il cancro nel 2008 e ha avuto la rimozione completa del seno. “Quello che molte persone non sanno è che Christina Applegate ha la mutazione del gene BRCA e ha scelto la mastectomia bilaterale per ridurre il rischio”, spiega Sabel.
Le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 riguardano il 5-10% di tutti i tumori al seno, secondo il National Cancer Institute (NCI). In base al tipo di mutazione, il rischio di cancro al seno aumenta di 33-55 punti percentuali.C’è anche un rischio più elevato di tumore ovarico. Quando le donne hanno il tumore in un seno e non presentano fattori di rischio genetici, i medici generalmente scoraggiano l’intervento.

“Le donne dovrebbero reperire le informazioni da fonti attendibili – evidenzia Nancy Keatin, professoressa di politica sanitaria e medicina alla Harvard Medical School and Brigham and Women’s Hospital di Boston, che non è stata coinvolta nellostudio – Questo spesso significa rimandare la decisione finché non si è parlato con il medico”.

Fonte: Ann Surg Oncol 2016

Per maggiori informazioni sul tumore al seno  www.senologia.eu