venerdì 2 dicembre 2016

Terapia ormonale sostitutiva e tumore al seno



Il rapporto tra terapie ormonali sostitutive in  menopausa e rischio di sviluppare alcune forme tumorali è ormai da decenni un argomento piuttosto dibattuto. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza sull'argomento.

Fino al 2000 i ginecologi hanno prescrritto in abbondanza terapie ormonali sostitutive (TOS), richieste dalle stesse donne per tamponare i sintomi della menopausa quali  insonnia, vampate,irritazione,depressione,secchezza vaginale,osteoporosi ,dolori ossei,affaticamento cardiaco,alterazione della pressione arteriosa, aumento di peso.

L’aumento di rischio del tumore mammario associato all’uso prolungato di terapia ormonale sostitutiva (TOS)  è stato collegato ad una aumentata espressione dei recettori estrogenici nel tessuto mammario.

Bisogna comunque considerare per molte donne dopo aver iniziato la terapia ormonale sostitutiva la qualità di vita è notevolmente migliorata.

Già Umberto Veronesi proprio per azzerare il rischio oncologico consigliava di associare minime quantità di tamoxifene.

Molti studi infatti hanno dimostrato negli ultimi anni una tendenza di diminuzione di rischio di sviluppare tumori al seno durante la terapia ormonale sostitutiva.

Un consiglio comunque da dare alle pazienti in trattamento con terapia ormonale sostitutiva è quello di sottoporsi sempre a normali controlli ecografici e mammografici in modo da avere sempre sotto controllo le mammelle ed eventualmente scoprire sempre in fase molto precoce un  insorgenza di un tumore al seno.
 
A cura del Prof. Massimo Vergine
 
per approfondimenti   www.senologia.eu

giovedì 1 dicembre 2016

Il referto istologico nel tumore della mammella

Referto istologico
breve guida



Il referto istologico di un intervento al seno è predisposto per essere utilizzato dai medici e dagli operatori della sanità e, per questo, utilizza un linguaggio tecnico che risulta di difficile comprensione per i non addetti ai lavori. Nonostante le informazioni ricevute spesso le pazienti ed i loro famigliari si trovano quindi in difficoltà di fronte a di termini e sigle che risultano del tutto estranei alla loro quotidianità. Questa sezione del sito ha lo scopo di aiutare ad interpretare quelle voci che, per la loro importanza clinica e prognostica, fanno parte integrante di tutti i referti anatomo-patologici. Le notizie riportate non sono però sufficienti per poter esprimere giudizi prognostici dei singoli casi ne per valutare l’adeguatezza di eventuali terapie in atto.

 
STRUTTURA DEL REFERTO ISTOLOGICO

Il referto include una descrizione macroscopica del pezzo operatorio, una microscopica (in realtà si tratta della diagnosi) e la determinazione di alcuni parametri prognositci e caratteristiche biologiche del tumore.
Descrizione macroscopica del pezzo operatorio

La prima parte del referto riporta una accurata e dettagliata descrizione dei pezzi chirurgici inviati al patologo per essere esaminati. Sono descritti: il tipo di intervento che ha dato origine ai campioni (biopsia, ampia exeresi, quadrantectomia, mastectomia, ecc.), il numero, le dimensioni e il peso dei pezzi, la presenza di eventuali punti di repere posti dal chirurgo per orientare il pezzo, la descrizione macroscopica di tutte le lesioni, la sua distanza dai margini di resezione chirurgica, il numero degli eventuali linfonodi prelevati, ecc.

Descrizione microscopica (comprende i seguenti dati)

Tipo e grado istologico

Il tumore è classificato in base al tipo di cellule da cui trae origine; le due varianti principali sono il duttale e il lobulare che si sviluppa dalle cellule delle cosidette unità duttolobulari terminali. Se la malattia dimostra di aver acquisito la capacità di invadere i tessuti circostanti e di diffondersi al di fuori della mammella viene classificata come carcinoma (duttale o lobulare) infiltrante, per le forme non invasive si preferisce oggi utilizzare i termini di neoplasia intraepiteliale duttale (DIN) o lobulare (LIN). Un carcinoma può essere associato ad una componente intraduttale, questa concomitanza può modificare l’iter terapeutico per cui va segnalata come: assente, presente focale o presente ed estesa. Attraverso una valutazione dell’aspetto e della forma delle cellule tumorali e di quanto nel loro insieme si discostino dalle cellule della mammella normale il carcinoma viene inoltre classificato in base al grado di differenziazione in tre categorie o gradi (ben differenziato, moderatamente differenziato e scarsamente differenziato).

Dimensioni del tumore della mammella

L’estensione della malattia viene in genere indicata in millimetri. Nelle forme multifocali (più focolai presenti nello stesso quadrante della mammella) o multicentriche (focolai plurimi in altri quadranti) tutti i focolai vengono riportate le dimensioni.

Grado nucleare

E’ una valutazione basata sull’esame di alcuni parametri morfologici dei nuclei delle cellule che esprime, in una scala crescente (G1,G2, G3), quanto le cellule del tumore si siano ormai diversificate da quelle della mammella normale. Più elevato è il grado maggiore è l’aggressività della malattia.

Stato dei margini di resezione

Indica se la malattia è presente sui margini di resezione chirurgica questo parametro è utile per valutare se sia eventualmente necessario un nuovo intervento di radicalizzazione. In caso di margini positivi vengono fornite informazioni sul tipo di coinvolgimento (focale, esteso) mentre quando i margini sono liberi viene in genere indicata la distanza in millimetri tra margine e tumore.

Invasione vascolare

L’invasione vascolare è un indicatore di aggressività del tumore, indica la presenza di cellule tumorali isolate o in agregati all'interno dei vasi sanguigni e linfatici circostanti il tumore e rappresenta quindi un parametro che dovrebbe essere sempre segnalata nel referto.

Stato dei linfonodi

Nei casi in cui l’intervento abbia previsto l’asportazione dei linfonodi ascellari il referto indica il numero totale dei linfonodi esaminati e quelli risultati interessati dalla malattia. Viene inoltre specificato il tipo di coinvolgimento metastatico: micrometastasi, parziale, extracapsulare, ecc..

pT.N.M.

Questa sigla è l’espressione della classificazione TNM adottata a livello internazionale per stadiare in gruppi omogenei i tumori. In particolare T indica la categoria tumore primitivo (è un indicatore delle dimensioni e dell'estensione del tumore), N quella dei linfonodi regionali (indica la presenza/assenza di coinvolgimento metatstatico del linfonodi), M il coinvolgimento metatstatico (a distanza). La p minuscola indica invece che i parametri frutto di una valutazione anatomo-patologica. Per ognuna delle tre categorie principali la classificazione prevede una serie di sottocategorie che consentono di descrivere con precisione l’estensione anatomica della malattia. La classificazione TNM pur mantenendo la sua validità viene oggi integrata con le variabili biologiche della malattia vista la sempre maggior importanza che queste stanno acquisendo per la pianificazione delle cure e la valutazione della prognosi.

 

CARATTERIZZAZIONE BIOLOGICA

Stato dei recettori ormonali

I recettori per gli estrogeni (RE) e per il progesterone (PgR)sono proteine che si presentano sul nucleo di alcune cellule tumorali nonchè delle cellule mammarie normali a cui gli ormoni sessuali si legano saldamente inducendo cambiamenti che stimolano la crescita cellulare. La determinazione dei recettori che viene espressa in termini di percentuale è quindi utile per stabilire se e quanto un tumore sarà sensibile alla terapia con farmaci, come il tamoxifene o gli inibitori delle aromatasi, in grado bloccare l’interazione fra ormone e recettore.

Espressione gene c-ErbB2

IL c-HerB è una proteina presente sulla membrana esterna di alcune cellule tumorali e svolge la funzione di recettore per il fattore di crescita umano dell’epidermide importante per lo sviluppo e la sopravvivenza della cellula. All’iper-espressione di questo gene che si verifica in circa il 20-30 % di tumori si associa una maggior aggressività della malattia. Per la terapia dei tumori HER2 positivi oggi è possibile utilizzare il Trastuzumab, anticorpo monoclonale, che si lega al recettore e impedisce alle proteine difettose di provocare una crescita cellulare incontrollata.

Ki 67
Questo valore esprime la percentuale di cellule tumorali che hanno la potenzialita’ di duplicarsi. In generale maggiore e’ l’aggressivita’ del tumore più le cellule tumorali tendono ad essere aggressive.
 
A cura  dell'Humanitas center Cancer
 
Per maggiori informazioni sul tumore al. seno
www.senologia.eu