SALUTE: LILT, A OTTOBRE CAMPAGNA NASTRO ROSA PER PREVENZIONE TUMORE SENO

SALUTE: LILT, A OTTOBRE CAMPAGNA NASTRO ROSA PER PREVENZIONE TUMORE SENO

(ASCA) - Roma, 24 set - Sara' Elisabetta Canalis la testimonial dell'edizione 2009 della Campagna Nastro Rosa, dedicata alla prevenzione del tumore al seno. Ad ottobre, infatti, la LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ed Este'e Lauder Companies, societa' leader nella profumeria di prestigio, torneranno in prima linea nella lotta a questa grave patologia neoplastica.

La Campagna Nastro Rosa, ideata nel 1989 negli Stati Uniti e promossa in tutto il mondo, ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre piu' ampio di donne sull'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.

In tutto il mondo occidentale, infatti, il tumore al seno e' il primo tumore femminile per numero di casi e la sua incidenza e' in costante aumento, tanto da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale. In Italia, i nuovi casi di cancro al seno sono oltre 40mila l'anno. Sconfiggere la malattia e' possibile nella stragrande maggioranza dei casi se gli esami di controllo vengono praticati con regolarita'.


Appuntamento con la bellezza

Appuntamento con la bellezza
Dal 28 settembre al 1 ottobre a Sanremo il 58° Congresso SICPRE

Il 2009 è un anno in cui il settore della chirurgia e medicina estetica è in totale controtendenza rispetto alla crisi economica mondiale. Dimostra come le persone scelgano di investire sul proprio benessere, sul rapporto con se stessi, ma anche sull'aspetto fisico come strumento di relazione per essere competitivi. Il trend positivo ha dato enorme impulso alla ricerca di nuove tecniche che secondo le richieste di specialisti e pazienti devono essere efficaci ma soprattutto sicure.

In questo contesto sta per partire il 58° Congresso SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, l'appuntamento del "Gotha" della chirurgia plastica italiana, dal 28 settembre all'1 ottobre a Sanremo. Saranno presentate per l'occasione le ultime frontiere del settore.

Se uno speciale Simposio celebrerà i 20 anni d'uso della tossina botulinica per uso estetico, un ampio capitolo sarà dedicato al "lipofilling" ossia al trapianto del proprio tessuto adiposo in altri distretti corporei come il volto, per aumentarne i volumi, o il seno per un riempimento "ecologico" di cui si sta parlando molto negli ultimi tempi. Saranno celebrati i 50 anni delle protesi mammarie che nella loro affascinante storia hanno conquistato un posto d'onore con 150mila interventi all'anno in Europa e circa 280mila negli Stati Uniti.

Un approfondimento sarà dedicato al problema dell'obesità, vera patologia ormai a diffusione epidemica. Il paziente obeso viene visitato e inquadrato sia dal punto di vista clinico che diagnostico dal nutrizionista, dall'internista, dall'endocrinologo, dal chirurgo bariatrico, dal riabilitatore e dal chirurgo plastico. La chirurgia plastica può intervenire sia come atto terapeutico iniziale sia a completamento di un iter multidisciplinare: in questo caso il ruolo del chirurgo plastico consiste nell'effettuare un rimodellamento corporeo (Body Contouring).

Per ciò che riguarda l'estetica del viso, l'attenzione sarà dedicata alle nuove acquisizioni del "gel piastrinico", un emocomponente con elevate concentrazioni di piastrine che è in grado di liberare numerosi fattori di crescita ed essere impiegato quindi nei processi di guarigione, riparazione e rigenerazione dei principali tessuti. Utilizzato su decine di migliaia di pazienti ha mostrato potenzialità interessanti in diversi ambiti clinici: ortopedia, chirurgia maxillo-facciale, dermatologia, chirurgia vascolare, ma anche geriatria e chirurgia estetica.

Il Congresso affronterà le tematiche relative alle più recenti tecniche di "allotrapianto" per restituire a pazienti oncologici o traumatizzati un aspetto gradevole. La magnifica mimica di un viso, determinata da 43 muscoli capaci di sviluppare circa 10mila micro-espressioni diverse, può essere recuperata grazie alle più raffinate tecniche di microchirurgia del volto, di cui si parlerà approfonditamente. Il trapianto di volto, o meglio di componenti come pelle, tessuti molli e ossa prelevati da donatore defunto, comincia a emergere come una valida opzione di trattamento in caso di traumi e deformità congenite in attesa delle future conquiste delle biotecnologie.

La straordinaria evoluzione delle possibilità tecniche e dei nuovi ritrovati ha spinto a concedere particolare spazio agli aspetti normativi e legislativi della professione e in particolare si discuterà del Decreto Legge che istituisce il Registro Nazionale delle protesi mammarie, come da tempo proposto dalla SICPRE.

Un ultimo aspetto riguarda la cura delle ustioni e degli esiti cicatriziali. Molti soci SICPRE sono impegnati in missioni umanitarie, d in particolare il progetto Interplast mira a restituire un volto alle donne sfigurate dall'acido, una pratica comune come "punizione" da parte di padri e mariti in alcuni Paesi asiatici.

LA CRISI NON FERMA LA PLASTICA AL SENO

LA CRISI NON FERMA LA PLASTICA AL SENO
MILANO - La crisi economica non intacca la chirurgia estetica: il settore è infatti in crescita, tanto che per gli esperti della Società italiana di chirurgia plastica ed estetica (Sicpre) si può parlare addirittura di un vero e proprio "investimento sul proprio benessere, ma anche sull'aspetto fisico come strumento per essere competitivi".

Un dato su tutti, annunciato a Milano per presentare il congresso Sicpre che si aprirà il 28 settembre a Sanremo, riguarda la chirurgia per aumentare il seno: ogni anno infatti sono 150 mila gli interventi di plastica additiva che vengono effettuati in Europa, per un'operazione che festeggia i suoi primi cinquant'anni. "Il trend positivo - dicono gli specialisti Sicpre - ha dato enorme impulso alla ricerca di nuove tecniche, che secondo le richieste di specialisti e pazienti devono essere efficaci ma soprattutto sicure".

Non c'é però solo la bellezza tra i temi del convegno: gli esperti infatti parleranno anche delle ultime tecniche per restituire ai malati di tumore un aspetto gradevole e che non mostri i segni della malattia; per le persone che hanno subito gravi traumi c'é il cosiddetto 'trapianto di volto', dove vengono usati pelle, tessuti molli e ossa prelevati da donatore defunto. Quest'anno ricorre anche l'anniversario del botulino, impiegato per la prima volta ad uso estetico 20 anni fa, ma che é stato utilizzato sempre più fino a raggiungere un aumento degli interventi 'spiana-rughe' del 4 mila per cento. Tra i temi trattati anche il 'lipofilling', che consiste nello spostare il grasso corporeo di una persona da zone in cui è in eccesso per 'riempire' il seno o un volto troppo scavato

Save the boobs -" salvate le tette" -In Inghilterra una sexy ed efficace campagna contro il cancro al seno

Save the boobs!, Nel Regno Unito una sexy e efficace campagna contro il cancro 'Salvate le tette!": in Inghilterra un efficace spot contro il cancro. VIDEO Per quanto riguarda il cancro al seno, vale più che mai la regola "prevenire è meglio che curare". Il seno per le donne è una parte importantissima: essere colpite da un cancro, vuol dire essere colpite anche nella propria femminilità. E' per questo, per favorire la prevenzione, che nel Regno Unito hanno pensato bene di attirare l'attenzione su questo tipo di problema. Come? Si tratta di un video, molto sexy a dire la verità, ma allo stesso tempo molto efficace, dove le protagoniste sono due tette bellissime... Il resto lo potete vedere nel video che pubblichiamo in fondo a questa pagina. Intanto, riguardo il cancro al seno dal mondo della medicina arrivano notizie che fanno sperare. Infatti, una nuova scoperta di un team internazionale di ricercatori potrebbe portare a una potenziale cura per il cancro al seno entro due anni. I ricercatori hanno scoperto che questo tipo di cancro manipola delle molecole dette 'MicroRNA'.
"Sfruttando i MicroRNA, le cellule maligne del cancro si diffondono al resto del corpo", ha spiegato Justin Stebbing, oncologo del London's Imperial College e a capo dello
"Se riuscissimo a bloccare questo processo - ha continuato - il cancro non potrebbe espandersi e il tumore si arresterebbe". Per i ricercatori, questo sistema potrebbe esser pronto per l'applicazione sull'uomo in 2 anni. "Non esistono attualmente dei medicinali che impediscano il processo, ma da adesso in poi e' possibile svilupparli", ha detto Stebbing. "Questa e' una nuova cura potenziale per il cancro al seno", ha continuato.

Guarda il filmato "save the boobs " su youtube

L'IEO DI VERONESI SCOPRE SEGRETO DELLE STAMINALI DEL CANCRO

: L'IEO DI VERONESI SCOPRE SEGRETO DELLE STAMINALI DEL CANCRO (3)


(Adnkronos/Adnkronos Salute) - "Studiando il tumore della mammella nei topi - spiega all'ADNKRONOS SALUTE Angelo Cicalese, co-autore dello studio insieme a Giuseppina Bonizzi - abbiamo osservato appunto che le cellule staminali tumorali, a differenza di quelle normali, si moltiplicano in modo simmetrico. Esaminando poi topi privi del gene onco-soppressore p53, abbiamo visto che l'assenza della proteina codificata da questo gene portava anch'essa a un'espansione simmetrica delle staminali. Una moltiplicazione di tipo tumorale".

A questo punto "abbiamo deciso di valutare l'effetto di un farmaco in grado di riattivare la proteina p53, che nel tumore e' inibita - continua lo scienziato - e abbiamo verificato che in vitro il farmaco riusciva a ripristinare la divisione asimmetrica (non tumorale), mentre in vivo (nel topo) era in grado di ridurre il volume del cancro".

Il ricercatore invita alla cautela. "Non e' possibile prevedere con precisione quando si potra' passare agli studi sull'uomo - precisa - Possiamo stimare un periodo compreso fra 5 e 10 anni. Ma il problema e' che la sostanza utilizzata ha una sintesi molto lenta", aggiunge. La speranza, insomma, e' che l'industria farmaceutica riesca a bypassare questo ostacolo tecnico. Oppure, in alternativa, che possa mettere a punto composti con attivita' simile, ma di piu' facile sintesi. Farmaci che, puntualizza Cicalese, "sarebbero comunque utilizzabili nei tumori in cui la proteina p53 e' presente in forma 'wild' (non mutata). Cosa che si verifica nel 50% circa delle forme tumorali", conclude.

Farmaci anti cancro, confermata efficienza con risultati che superano le aspettative


Confermata efficienza classe farmaci anti-cancro con risultati che superano le aspettative

Una nuova classe di farmaci si sta dimostrando molto promettente e in grado di combattere piu’ forme di tumore di quante gli scienziati pensassero inizialmente. Si tratta dei farmaci cosiddetti Parp-inibitori, testati originariamente contro i tumori legati alle mutazioni del gene Brca, come alcuni casi di cancro al seno e alle ovaie. Ma le ricerche condotte dalla Breakthrough Breast Cancer, in Gran Bretagna, suggeriscono che questa classe di farmaci puo’ uccidere anche le cellule cancerose che hanno un difetto nel gene Pten, come accade in alcune forme di cancro della pelle, dell’utero e del colon.
Lo studio appare sulla rivista Embo Molecular Medicine. Gli scienziati hanno scoperto che le cellule con geni Pten difettosi erano fino a 25 volte piu’ sensibili ai Parp-inibitori rispetto alle cellule con un Pten normale. Difetti nel Pten sono responsabili del 30%-80% dei tumori di seno, prostata, pelle (melanoma), utero e colon, sottolineano gli scienziati. Il Professor Alan Ashworth, direttore del Breakthrough Breast Cancer Research Centre presso l’Institute of Cancer Research, dichiara: “Sono risultati entusiasmanti perche’ dimostrano che i Parp-inibitori possono essere un potente strumento di cura con pochi effetti collaterali in diverse forme di cancro. I trial clinici hanno gia’ mostrato il potenziale dei Parp-inibitori nei pazienti con tumori causati da geni Brca difettosi. Ora testeremo lo stesso tipo di farmaco su un piu’ vasto gruppo di pazienti, quelli con tumori collegati a un difetto nel Pten”. L’uso dei Parp-inibitori fa parte di un nuovo approccio di cura al cancro chiamato “letalità ³intetica”. Una cellula con un difetto nel Pten ha bisogno di una proteina chiamata Parp per preservare dai danni il suo Dna.
I Parp-inibitori bloccano la Parp e, uniti al Pten difettoso, causano la morte delle cellule tumorali. Cosi’ il tumore si restringe o smette di crescere. Proprio grazie a questo meccanismo, il farmaco colpisce solo le cellule malate e non quelle sane, minimizzando gli effetti collaterali. I primi risultati sui pazienti con cancro avanzato di seno, ovaie e prostata causato da geni difettosi Brca1 e Brcs2 sono stati molto incoraggianti.

CANCRO AL SENO: NUOVA DIAGNOSI PER L'HER2


CANCRO AL SENO: NUOVA DIAGNOSI PER L'HER2
Stampa (AGI) - Firenze, 8 set. - Oncologi e patologi insieme nella lotta contro il tumore del seno. Nascono le nuove linee guida che permetteranno di ridurre ad appena il 5%, dall'attuale tasso del 20-40%, gli errori nella diagnosi di un tipo di cancro particolarmente aggressivo: il tumore al seno HER2 positivo (sigla che indica la proteina prodotta da un gene specifico), che ogni anno in Italia colpisce dalle 8mila alle 10mila donne. I principi sono contenuti in un documento sottoscritto dalla Societa' italiana di anatomia patologica e Citopatologia diagnostica (Siapec-Iap) e dall'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e presentato per la prima volta al Congresso nazionale Siapec-Iap, in corso a Firenze fino a domani con la partecipazione di oltre 1.500 esperti. "L'attivita' del nostro gruppo di lavoro - spiega il professor Vincenzo Adamo, direttore dell'Oncologia medica e della Scuola di specializzazione di oncologia del Policlinico 'G. Martino' di Messina - e' iniziata tre anni fa e possiamo dire di aver raggiunto un risultato straordinario che ci permettera' di cambiare la storia naturale di questo tumore. Saremo in grado di determinare con la maggiore accuratezza possibile la positivita' per HER2, che si osserva in circa il 20% dei casi di tumori del seno. Le pazienti che presentano questa espressione biomolecolare potranno infatti beneficiare della terapia con trastuzumab, un anticorpo monoclonale che ha dimostrato di essere efficace contro questo tipo di tumori". "I nostri obiettivi fondamentali - afferma il professor Giuseppe Viale, professore ordinario di Anatomia patologica all'Universita' di Milano e direttore della divisione di Anatomia patologica dell'Istituto Europeo di Oncologia - sono stati la definizione di requisiti minimi di refertazione, la standardizzazione della refertazione e l'individuazione di percorsi diagnostico-terapeutici integrati. E' importante che il patologo si renda conto dell'importanza clinica dei dati che produce, una consapevolezza che storicamente e' mancata all'anatomia patologica italiana. Cio' che il patologo scrive nel referto diventa infatti uno dei pilastri fondamentali delle successive scelte terapeutiche". L'Italia e' il primo paese in Europa, e tra i primi al mondo, ad aver avviato una collaborazione di questo genere tra patologi e oncologi. "I principi indicati nel documento - continua il Gianluigi Taddei, presidente Siapec-Iap - saranno applicati subito dopo il Congresso di Firenze. In futuro sara' indispensabile il coinvolgimento anche della figura del chirurgo della mammella. L'attivita' dei patologi si colloca 'a meta' strada' fra il lavoro dei chirurghi e quello degli oncologi. Ed e' essenziale, perche' puo' permettere, grazie a una corretta diagnosi, di migliorare le prestazioni di entrambi".
"Aiom e Siapec-Iap - sottolinea il Francesco Boccardo, professore ordinario di Oncologia medica all'Universita' di Genova e presidente nazionale Aiom - hanno ritenuto indispensabile unire le competenze dei propri professionisti per mettere a punto un documento che vuole essere nello stesso tempo la sintesi dello stato dell'arte ed un modello di comportamento che, in questo momento, e' il piu' avanzato nel trattamento post-chirurgico del tumore della mammella". Lo stato HER2 e' un importante fattore prognostico e predittivo di risposta al trattamento, e la sua determinazione e' richiesta su tutte le neoplasie mammarie operate al momento dell'impostazione della terapia. "Poiche' la scelta terapeutica finale indicata dagli oncologi - conclude Oscar Nappi, direttore dell'Unita' operativa complessa di Anatomia patologica dell'Ospedale 'Cardarelli' di Napoli - sara' condizionata dai parametri prognostici e predittivi, la conoscenza e consapevolezza delle responsabilita' diagnostiche da parte del personale medico e tecnico di Anatomia patologica riveste un ruolo fondamentale e pone in evidenza la necessita' di concordare i parametri indispensabili per una refertazione idonea, osservando i criteri di qualita' a cui il patologo e' tenuto ad attenersi, per garantire un corretto allestimento, lettura e interpretazione del quadro morfologico unito ai marcatori prognostico/predittivi. Il patologo, infatti, e' responsabile della congruita' dei parametri diagnostici, prognostici e predittivi. Dopo un lavoro laborioso che ha visto coinvolte tutte le anatomie patologiche del territorio nazionale, siamo riusciti a elaborare queste linee guida".
Le raccomandazioni sono il risultato di una nuova sinergia tra l'oncologia medica e l'anatomia patologica e pongono al centro del dibattito le modalita' con cui trattare lesioni neoplastiche che presentano determinate caratteristiche biologiche.

Agenda Filofax rosa per il tumore al seno


Agenda Filofax rosa per il tumore al senopubblicato: mercoledì 02 settembre 2009 da Sexyvia in: Salute Accessori


Siamo tornate dalle vacanze: tragedia? Sì, forse, i primi due giorni. Poi torna l’incontrollabile voglia di fare e di mettersi in gioco, perchè ricominciano una miriade di cose interessanti oltre al lavoro: la palestra, il corso di salsa, le uscite con le amiche, il teatro, l’estetista, le fiction in tv, i massaggi, le uscite romantiche, i bei film al cinema, oddio come incastrare tutte queste cose? E’ semplice, la parola d’ordine è ORGANIZZAZIONE. E per metterla in pratica la soluzione è l’Organiser, in questo caso in un intenso color rosa e firmata Filofax.

Non si tratta di una novità, l’agenda è in commercio già da qualche mese, ma vale la pena di pensare di acquistarla, proprio ora che l’anno lavorativo ricomincia e specialmente per l’intento benefico con la quale è stata creata. Il Metropol x Komen Organiser di Filofax infatti raccoglie fondi per la lotta contro il tumore al seno, in collaborazione con Komen. Per ogni agenda acquistata, dal costo di 33 euro, 3 euro saranno infatti devoluti al sostegno della ricerca contro il cancro al seno.

Se dunque avete deciso di organizzarvi la vita con un’agenda del tutto femminile, completa di portacarte di credito, rubrica telefonica, calendari e diario settimanale, pensate di farlo con il Metropol x Komen Organiser di Filofax, per aiutarci tutte nella marcia contro una malattia orribile, e per continuare ad essere fashion con accessori sempre trendy. L’organiser si può acquistare sul sito di Filofax oppure nei negozi che hanno aderito all’iniziativa.

NUOVO STUDIO SUL CANCRO AL SENO

Lo Studio, presentato nell’ambito dell’undicesima conferenza internazionale MBCC sul tumore al seno organizzata dall’Istituto Europeo di Oncologia a Milano (IEO), ha dimostrato un beneficio clinico nella terapia dei tumori usando come bersaglio la chemiosensibilità delle cellule tumorali circolanti, piuttosto che le attuali terapie che hanno come bersaglio il tumore primitivo. Il modello comunemente accettato della diffusione tumorale a distanza nella neoplasia mammaria si basa sulla presenza di cellule tumorali circolanti in grado di dare origine a depositi di cellule tumorali disseminate nei vari distretti.

Da alcuni anni sono disponibili metodiche per la determinazione del numero delle cellule circolanti e le evidenze ad oggi disponibili permettono di ridefinire l’approccio terapeutico alla malattia avanzata riducendo ad esempio l’esposizione per lungo tempo a cure inefficaci ed aprono una nuova era nello sviluppo delle terapie personalizzate.

Questo studio se prospetticamente validato, potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova era nella terapia dei tumori. L’analisi genotipica e fenotipica delle singole cellule circolanti contribuisce a definire il modello delle cellule tumorali, ad ampliare le conoscenze nella biologia dei tumori e contribuisce a disegnare nuovi trattamenti e nuovi indicatori di efficacia.

Le cellule tumori circolanti potrebbero rappresentare le cellule che sostengono la metastatizzazione in quanto più resistenti ai trattamenti chemioterapico convenzionali. Pertanto una terapia mirata sulla caratterizzazione molecolare delle cellule circolanti potrebbe portare ad un beneficio clinico superiore sia per ciò che riguarda la chemioterapia che l’ormonoterapia.

Prevenzione tumore al seno: USA 40% dei casi si prevengono con vita sana

ANSA) - WASHINGTON, 2 SET -
Circa il 40% dei casi di cancro del seno sarebbero prevenibili tramite uno stile di vita sano, caratterizzato da comportamenti quotidiani delle donne improntati a scelte igieniste. Suggeriti almeno 30 minuti di esercizio al giorno per le donne e non piu' di un bicchiere di vino. Lo afferma una nuova indagine epidemiologica che ha rivisto i dati di ben 81 studi americani recenti in materia: secondo il rapporto, se le donne Usa mantenessero un peso corporeo corretto, facessero sport e bevessero meno alcol, addirittura 70.000 casi tumore della mammella all'anno potrebbero venire prevenuti. ''Siamo ora piu' certi che mai che per le donne e' cruciale non ingrassare, dedicarsi il piu' possibile ad attivita' fisica e bere poco alcol al fine di diminuire le probabilita' di sviluppare il cancro del seno'', ha affermato l'autore principale della ricerca, Martin Wiseman dell'American Institute for cancer research. ''Praticamente - ha proseguito - Wiseman - se molte donne seguissero uno stile di vita quotidiano sano, abbiamo stimato che si potrebbero ridurre i caso diagnosticati ogni anno di tumore della mammella del 40% solo negli Stati Uniti''. (ANSA).

TUMORI: SCOPERTA UNA PROTEINA LEGATA ALLO SVILUPPO DEL CANCRO AL SENO

TUMORI: SCOPERTA UNA PROTEINA LEGATA ALLO SVILUPPO DEL CANCRO AL SENO




(ASCA) - All’origine del cancro al seno potrebbe trovarsi una proteina, chiamata Six1, connessa al processo di generazione delle metastasi. È quanto emerge dallo studio pubblicato su Journal of Clinical Investigation dai ricercatori dell’University of Colorado School of Medicine di Aurora, negli Usa.
Gli studiosi, guidati dalla dottoressa Heide Ford, hanno condotto la ricerca in due fasi: durante la prima hanno osservato l’espressione della proteina Six1 su un gruppo di cellule cancerogene epiteliali estratte dalle ghiandole mammarie di un topo, mentre durante la seconda hanno analizzato alcune cellule tumorali umane. Da entrambe le fasi dello studio è emerso che la presenza della proteina Six1 può essere indicativa della presenza di un tumore al seno, ancor di più se associata alla proteina ciclina D1. In secondo luogo, la Six1 sarebbe correlata all’attivazione di un’altra proteina, definita Tgf-beta, associata al processo di metastasi.

Inoltre, è anche emerso che i pazienti affetti da carcinoma mammario che presentano un’elevato livello di Six1 hanno ridotte possibilità di sopravvivenza. Infine, la proteina potrebbe influire sullo sviluppo di altre forme tumorali, tra cui il cancro della cervice uterina, del cervello, della prostata, del colon, del rene e del fegato. “Lo studio – commenta Derek Radisky, ricercatore della Mayo Clinic di Jacksonville (Usa) – potrebbe consentire una migliore comprensione dei meccanismi attraverso i quali la proteina Six1 promuove lo sviluppo del tumore e del processo di metastasi, aprendo la strada alla realizzazione di nuovi trattamenti terapeutici”.



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Tumore al seno, l’importanza dell’autopalpazione. Incontro all’Aou di Ferrara

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