Allo studio un nuovo farmaco per il tumore al seno in fase avanzata ( metastatico)

SALUTE: STUDIO CLINICO VALUTA FARMACO CONTRO TUMORE MAMMELLA AVANZATO

(ASCA) -

Roma, 20 set - Boehringer Ingelheim annuncia oggi l'inizio di un importante studio clinico di Fase III per valutare uno dei farmaci della sua pipeline oncologica in fase piu' avanzata di studio, l'afatinib, nel trattamento di pazienti con tumore della mammella avanzato (metastatico).

Afatinib e' un farmaco orale (si assume sotto forma di compressa), di nuova generazione, appartenente alle terapie target, che inibisce irreversibilmente due recettori della famiglia del recettore del fattore di crescita dell'epidermide, entrambi coinvolti nella crescita e diffusione tumorale.

Questo studio clinico di Fase III registrativo, denominato ''LUX-Breast 1'' e' il primo a valutare il farmaco nel tumore della mammella, ampliando le possibilita' di impiego in vari tipi di cancro di una della molecole del portfolio di Boehringer Ingelheim.

Attualmente afatinib e' in sperimentazione in un vasto programma di studi nel tumore del polmone, il ''LUX-Lung Programme''. I risultati dello studio LUX-Lung 1 sono previsti entro l'anno.

Nello studio vengono anche valutati la sopravvivenza globale, la tollerabilita' e la sicurezza dei farmaci.

Il tumore della mammella e', nel mondo, la prima causa di morte per cancro nelle donne, con piu' di 411.000 decessi all'anno.


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Umberto Veronesi" passi avanti nel tumore del seno"



ALGHERO -

Il gotha della medicina sarda si è riunito stamane (venerdì) nell'Hotel Calabona ad Alghero per il Meeting di aggiornamento sul trattamento multidisciplinare del carcinoma mammario. Il convegno promosso dall'Aou Sassari, l'Istituto di Clinica Chirurgica e l'Università degli Studi di Sassari ha avuto un ospite d'eccezione quale il Professore Umberto Veronesi, scenziato conosciuto in tutto il mondo per le ricerche sui tumori.

Durante la mattinata si è parlato dei progressi rilevanti ottenuti nei campi della farmacologia e delle tecnologie bio-mediche. Innovazioni che si sono tradotte in cambiamenti radicali nel trattamento diagnostico e terapeutico del carcinoma al seno. La chirurgia, in questo ambito, è sempre più spesso di tipo "conservativo", mirando alla salvaguardia dell'areola-capezzolo con le nuove tecniche della "nipple-sparing mastectomy".

Su quest'ultimo argomento, in particolare, l'illustre oncologo milanese ha tenuto una "lectio magistralis", evidenziando l'importanza di evitare un ulteriore mutilazione estetica del seno e riducendo così l'impatto psicologico negativo, senza aumentare il rischio di recidiva locale.

«Non si deve avere paura, non sempre ma molto di più rispetto al passato di tumore si riesce a guarire, sia tra gli uomini, sia tra le donne». Importanti risultati si sono ottenuti - ha rimarcato Veronesi - nei tumori femminili ma anche maschili, come alla prostata e ai polmoni, determinando un allungamento medio della vita delle persone. Purtroppo, i medici presenti in sala hanno evidenziato l'incidenza molto alta dei carcinomi mammari in Sardegna, una delle maggiori in Italia, calcolata come un caso ogni 40 soggetti. La "ricetta" prescritta è l'investimento nella tecnologia, e anche quà l'isola è tra le regioni fanalino di coda nella Penisola.

Nella foto: Umberto Veronesi in sala


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Nuove speranze per la cura del tumore al seno

Nuove speranze per la cura
del tumore al seno


Esperti riuniti a Modena

L'evento raggrupperà patologi, radiologi, chirughi e ricercatori provenienti dai migliori istituti mondiali con l'obiettivo di mostrare i risultati ottenuti finora nella lotta al carcinoma mammario
Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.

Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Si terrà dal 15 al 17 settembre il “6 Modena Breast Cancer Conference” promosso dall’Accademia Nazionale di Medicina. L’individuazione di profili genetici che predicono l’aggressività dei carcinomi mammari e le sensibilità alle terapie, la necessità di instaurare più percorsi assistenziali multidisciplinari che vadano dalla banca dei tessuti alla diagnostica molecolare, le nuove tecniche di imaging e pianificazione terapeutica interdisciplinare, l’utilizzo di tecniche avanzate di biologia molecolare e di imaging per individuare il più precocemente possibile le donne a rischio e infine la creazione di studi clinici che coinvolgano l’industria farmaceutica, i ricercatori di base e i ricercatori clinici per accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci.

La manifestazione raggrupperà oltre 250 patologi, radiologi, chirurghi, oncologi medici, ricercatori clinici e ricercatori di base dai più prestigiosi istituti mondiali. Tra gli obiettivi: fare il punto sui risultati ottenuti, sulle aspettative terapeutiche ancora insoddisfatte, i progressi nelle conoscenze biologiche, le nuove terapie in sperimentazione.

Il carcinoma mammario, ricordano gli esperti, è una delle neoplasie a più elevata curabilità: in Italia a fronte di circa 40.000 nuovi casi all’anno si registrano circa 11.000 decessi tanto che oggi la probabilità di guarire per una donna a cui venga diagnosticato supera oramai il 90%.


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A cura del Prof. Massimo Vergine

Malattia di Paget del seno

Simile a un eczema, la patologia è in realtà un cancro

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Si tratta di una forma rara di cancro al seno e molte volte passa inosservata a causa del suo aspetto apparentemente innocuo.
Parliamo della malattia di Paget del capezzolo, un'alterazione simil flogistica della pelle del capezzolo che sembra un'eruzione cutanea ma che in realtà è provocata da un tumore duttale infiltrante della mammella.

A livello anatomo-patologico la neoplasia si sviluppa dalle strutture duttali principali (dotti galattofori), quindi infiltra progressivamente, con una crescita caratteristica, la cute del capezzolo e dell'areola. Nel tessuto mammario circostante sono presenti edema ed iperemia. Frequentemente è presente un'essudazione linfatica o purulenta dal capezzolo.
Il capezzolo viene colpito da ciò che appare come un eczema, a cui segue una lesione intorno alla quale si forma una crosta. A causa del prurito e del dolore, spesso si interviene con semplici creme per la dermatite, ma ciò non fa che tardare l'esatta diagnosi e favorire lo sviluppo del cancro.

Quali sono i sintomi?

1. Un rossore persistente, una trasudazione o la formazione di una crosta sul capezzolo che provoca un prurito o una sensazione di forte calore.
2. Un puntino sul capezzolo che non guarisce.
3. In generale, viene colpito solo un capezzolo. Come viene diagnosticato il tumore? Se il medico che vi visita constata un’anomalia, dovrebbe proporvi di fare immediatamente una mammografia di entrambi i seni. Anche se un rossore, un prurito o la formazione di una crosta possono somigliare ad una dermatite, il medico dovrebbe sospettare la presenza di un tumore se il problema tocca solo uno dei due seni. Dovrebbe chiedere una biopsia del tessuto infettato per stabilire con certezza la diagnosi.

La malattia di Paget compare soprattutto dopo i quarant'anni e si può presentare sotto due forme: la forma mammaria, più comune, che interessa come detto il capezzolo e la forma extra-mammaria, che colpisce nella maggior parte dei casi la vulva, ma può riguardare entrambi i sessi e regioni anatomiche caratterizzate dalla presenza di ghiandole sudoripare, come ad esempio le ascelle o lo scroto negli uomini.

La malattia di Paget non va confusa con il morbo di Paget, una malattia cronica dell'osso, ed è legata alle cellule di Paget, che rappresentano una varietà rara di differenziazione di cellule primitive epidermiche. Si possono riscontrare isolate oppure raggruppate a nidi negli strati intermedi dell’epitelio o nel contesto degli annessi cutanei, in particolare nelle ghiandole apocrine. In genere, la malattia di Paget ha lo stesso grado di invasività di un tumore qualsiasi, ma il problema principale è costituito dalla diagnosi tardiva.



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L’ esercizio fisico diminuisce il rischio di tumore al seno

L’ esercizio fisico diminuisce il rischio di tumore al seno


Basta meno di un’ora al giorno di moderato esercizio fisico per abbassare del 12% il numero di casi di tumore al seno o all’intestino. La raccomandazione viene dalla fondazione no profit britannica World Cancer Research Fund, secondo cui nella sola Gran Bretagna si potrebbero evitare 5.500 vittime del cancro al seno e 4.600 di quello dell’apparato digerente.

Secondo gli esperti, che hanno formulato le raccomandazioni dopo uno studio pubblicato dal British Medical Journal sul boom della chirurgia per perdere peso, una camminata robusta o anche solo i lavori di casa fatti in maniera energica per 45 minuti sono sufficienti a ridurre sensibilmente il rischio per le donne, mentre per il tumore all’intestino è sufficiente mezz’ora al giorno: “Solo un terzo delle persone sa che l’esercizio fisico è direttamente legato al rischio di tumori – ha spiegato Rachel Thompson, capo dell’organizzazione – fare esercizio fisico non vuol dire sudare e sforzarsi ogni giorno, ma bastano alcuni piccoli accorgimenti per produrre grandi benefici”.



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Tumore al seno, l’importanza dell’autopalpazione. Incontro all’Aou di Ferrara

Ferrara, 16 aprile 2018 – “Autopalpazione: perché, come e quando utilizzare il primo strumento di ‘prevenzione’ del tumore al seno” è il ti...