ROMA RACE FOR THE CURE, 18 - 19 - 20 MAGGIO 2012

ROMA RACE FOR THE CURE, 18 - 19 - 20 MAGGIO 2012


TRE GIORNI DI SALUTE, SPORT E BENESSERE PER LA LOTTA AI TUMORI DEL SENO- 13ª ed.

La Race for the Cure è l’evento simbolo della Susan G. Komen Italia, organizzazione senza scopo di lucro basata sul volontariato che opera dal 2000 nella lotta ai tumori del seno. La manifestazione si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e di uno stile di vita sano, raccogliere fondi ed esprimere solidarietà alle Donne in Rosa, donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che testimoniano che da questa malattia si può guarire.

La Race è un evento di tre giorni ricco di iniziative dedicate alla salute, allo sport e al benessere, che culmina la domenica con la partecipatissima corsa di 5 km e passeggiata di 2 km.

Correre non è indispensabile. Puoi passeggiare, partecipare alle attività che si susseguono nei tre giorni della manifestazione o semplicemente stare in compagnia con i tuoi amici e la famiglia, l’importante è esserci! Tanto divertimento per tutti, anche per i “perfetti sedentari” che possono godersi l’atmosfera festiva in attesa delle premiazioni. Se non puoi esserci … iscriviti comunque e sostieni la Race e la lotta ai tumori del seno!

Madrine dell’evento saranno nuovamente le attrici Maria Grazia Cucinotta, da sempre molto vicina ai progetti della Susan G. Komen Italia e Rosanna Banfi, “Donna in Rosa” lei stessa.

QUANDO E DOVE Il Villaggio Race (Stadio delle Terme di Caracalla) apre già venerdì 18 e sabato 19 maggio per il ritiro delle borse gara e le iscrizioni dell’ultima ora. Ad aspettarti tanti stand degli sponsor, intrattenimenti per bambini, attività sportive e laboratori educativi. E domenica 20 maggio, alle 10, tutti ai nastri di partenza su Viale delle Terme di Caracalla. Il percorso si snoda attraverso un circuito di 5 km (2 km per la passeggiata alternativa) nel centro storico di Roma (passando per il Circo Massimo, Piazza Venezia, Fori Imperiali, il Colosseo, via di San Gregorio) e termina con le premiazioni e i festeggiamenti all’interno dello Stadio delle Terme di Caracalla.

COME ISCRIVERSI E RITIRARE LA BORSA GARA, IL PETTORALE E LA T-SHIRT E’ possibile iscriversi on line, presso gli uffici della Komen Italia, e in altri punti di iscrizione pubblicati sul sito www.raceforthecure.it aggiornato continuamente.

La donazione minima per partecipare alla Race è di 13 € (sia adulti che bambini). Presentando la propria ricevuta al Villaggio Race, l’iscritto potrà ritirare la nuovissima borsa gara con la t-shirt da collezione e il pettorale della Race

(Stadio delle Terme di Caracalla: 18 -19 maggio dalle ore 10 alle 18; 20 maggio entro le ore 9).

Per partecipare alla gara competitiva è necessario aver compiuto 18 anni (entro il 20.05.12) ed essere tesserato per il 2012 alla FIDAL o altro ente di promozione sportiva convenzionato con la FIDAL (AICS, UISP, ACSI, LIBERTAS).

Il tesserino va esibito al ritiro del pettorale e del chip presso lo stand del GS Bancari Romani al Villaggio Race; in caso contrario, l’iscrizione sarà considerata valida esclusivamente per la gara non competitiva. L’iscrizione deve essere comunque effettuata entro il 16 maggio e comunicata al GS Bancari Romani (info@bancariromani.it - fax. 06.57136147) o alla Komen Italia (raceforthecure@komen.it - fax 06.3013671). Ulteriori informazioni su www.raceforthecure.it.

CREA UNA SQUADRA Partecipare insieme è più divertente! Iscrivi almeno 10 persone entro il 26 aprile e potrai concorrere con i tuoi compagni ai premi per il gruppo più simpatico ed originale, quello proveniente da più lontano, il circolo sportivo o la palestra più numerosa, la più grande squadra aziendale, femminile, scolastica o universitaria, ospedaliera, diplomatica, "in divisa", nuova iscritta e la più numerosa in assoluto. Per informazioni scrivi a squadre@komen.it – 06.35405533

I PREMI Non vince solamente chi corre più veloce! Tantissimi premi ad estrazione tra i partecipanti e le squadre presenti alla cerimonia finale.

DIVENTA VOLONTARIO Se vuoi donarci un po’ del tuo tempo e della tua esperienza scrivi a: volontari@komen.it

PRENDI POSIZIONE NELLA LOTTA AI TUMORI DEL SENO I fondi raccolti dalla Race di Roma saranno devoluti a favore di progetti volti a promuovere la diagnosi precoce, il benessere psico-fisico delle donne operate, l’aggiornamento degli operatori sanitari e l’acquisto di apparecchiature di diagnosi e cura.

CORRI O PASSEGGIA INSIEME A NOI.

E se non puoi venire, offri comunque un tuo contributo. Anche un euro può fare la differenza.

CORRI CON NOI ANCHE A:

BARI 25 , 26 , 27 maggio BOLOGNA 28 , 29 , 30 settembre NAPOLI 5 , 6 , 7 ottobre

Per info e iscrizioni: bari.race@komen.it; bologna.race@komen.it; napoli.race@komen.it

Ti aspettiamo e … passaparola!!

Susan G. Komen Italia Tel: 06.3540551 - Fax - 06.3013671 – roma.race@komen.it

www.raceforthecure.it www.facebook.com/komenitalia www.twitter.com/komenitalia

Tumore al seno: ci sono almeno 10 classi di tumore

Tumore al seno. Un solo nome per  almeno dieci patologie con una firma genetica diversa. A svelare la molteplice natura del cancro al seno, finora considerato come una sola malattia classificabile in quattro grandi sottogruppi, è uno studio pubblicato su Nature. Si tratta della più grande ricerca genetica mai condotta su questa patologia, che potrebbe portare a trattamenti sempre più mirati e personalizzati.

A realizzarla un team internazionale di ricercatori prevalentemente britannici – Cancer Research UK,University of CambridgeUniversity of Nottingham – e canadesi della University of British Columbia Cancer Agency, che hanno analizzato oltre 2.000 campioni di tessuto tumorale, esaminandone attentamente la genetica. Per ogni cellula cancerosa gli scienziati sono andati a guardare quali geni fossero mutati, quali eccessivamente a lavoro e quali invece completamente inattivi. I risultati delle analisi hanno portato Carlos Caldas del Cambridge Research Center, coordinatore dello studio, a creare dieci diversi classi di tumore, chiamate IntCluster 1-10

Per spiegare il loro lavoro, i ricercatori hanno comparato il cancro al seno a una mappa del mondo: con i test impiegati attualmente è possibile identificare solo quattro grandi continenti, mentre loro sono riusciti a individuare anche dieci singole nazioni. I quattro continenti sono i sottogruppi in cui ora si divide iltumore della mammella sulla base dei test istologici e di quelli sui marker tumorali. Qualche esempio: i tumori che presentano recettori per gli estrogeni dovrebbero rispondere alle terapie ormonali come il tamoxifen, mentre quelli con i recettori Her2 possono essere trattati con l’ Herceptina. La maggior parte dei tumori, circa il 70 per cento dovrebbe rispondere al trattamento con gli ormoni, ma non sempre è così: le reazioni non sono mai uguali. “A lcune pazienti rispondono bene, altre malissimo. Chiaramente c’è bisogno di una migliore classificazione e comprensione”, spiega Caldas al Guardian

“ Non ci saranno immediati benefici per i malati, purtroppo; per una reale ricaduta clinica e l’uso delle categorie nella pratica clinica ci vorranno almeno tre anni di studi in laboratorio e su pazienti veri. E ancora più tempo sarà necessario per la messa a punto di trattamenti veramente specifici. Ma è un primo passo molto importante”, sottolinea il ricercatore. Per ora infatti solo uno dei dieci tipi individuati dallo studio ha un trattamento specifico, ed è quello che beneficia dell’Herceptina. 

In un futuro non troppo lontano, però, questa ricerca potrebbe aiutare i medici a eseguire diagnosi e prognosi più precise, che permetteranno di capire se una paziente beneficerà o meno di un determinato trattamento e in che misura, senza esporla inutilmente a una terapia e ai suoi effetti collaterali. Per esempio, in termini di sopravvivenza i ricercatori hanno già individuato delle differenze: i cluster 2 e 5 hanno una prospettiva di sopravvivenza a 15 anni di circa il 40 per cento, mentre per i cluster 3 e 4 questa percentuale sfiora il 75 per cento. Queste sono informazioni importanti per i pazienti e per i medici. 

Entusiasta dei risultati è Harpal Kumar, il direttore esecutivo della Cancer Research Uk, la fondazione che ha finanziato la ricerca: “ Questo studio può essere considerato una pietra miliare nella ricerca, cambierà il modo in cui guardiamo al cancro al seno e avrà un enorme impatto negli anni a venire nella diagnosi e nel trattamento di questa patologia”, ha dichiarato al quotidiano inglese. “ La nostra fondazione comincerà subito a usare i nuovi criteri negli studi clinici che finanzia”. 

"Essere in grado di tagliare il trattamento sul paziente è considerato il Santo Graal della medicina, è questo studio così ampio avvicina di un altro passo questo risultato”, ha commentato alla Bbc il presidente della Breast Cancer Campaign, la Baronessa Delyth Morgan. Parere condiviso da un portavoce del Ministero della Salute, che però ha ribadito l’importanza della prevenzione e dell’accesso per ogni donna agli screening di routine. 


Per maggiori informazioni sul tumore al seno: www.senologia.eu



Umberto Veronesi: verso la scelta vegetariana








Oggi l'alimentazione vegetariana è una scelta che tutti dovrebbero considerare, un cambiamento in primo luogo per la propria salute, ma anche per la difesa del nostro pianeta e per evitare le sofferenze cui vengono sottoposti molti animali. Partendo dalla sua esperienza di vita e dalle sue ricerche di oncologo di grandissima fama, Umberto Veronesi espone in questo libro le ragioni legate all'etica, alla sostenibilità e alla salute per cui dovremmo diventare vegetariani. Mario Pappagallo spiega le basi scientifiche secondo le quali una buona alimentazione è fondamentale per vivere in salute, al punto che il cibo diventa un elemento essenziale per la prevenzione di numerose malattie, tra cui anche molti tipi di tumore. Nella seconda parte del libro Carla Marchetti propone oltre 200 ricette, originali e facili da realizzare, per chi è già vegetariano e per chi vuole avvicinarsi alla scelta vegetariana senza rinunciare al piacere del gusto. I proventi del professor Veronesi derivanti dalla vendita di questo libro verranno devoluti ai progetti di sostegno dei giovani ricercatori della Fondazione Umberto Veronesi, il cui intento è quello di sostenere la ricerca scientifica e promuoverne la divulgazione affinché i risultati della scienza diventino patrimonio di tutti.


Ci sono personalità esemplari, nel campo della scienza, della fede o della politica, i cui passi tracciano sentieri che verranno percorsi dalle moltitudini. Uno di questi uomini è Umberto Veronesi: non solo un oncologo di fama internazionale che ha dedicato tutta la sua vita alla ricerca sul cancro, ma anche un uomo che non si è mai tirato indietro di fronte ai grandi interrogativi della bioetica. Dall'alto della sua esperienza, quando viene pubblicato questo manuale ha 86 anni, Veronesi rappresenta anche il ritratto della salute. Lavora per dodici ore al giorno, fa attività fisica, si dedica alla lettura e ama andare al cinema e a teatro. Il segreto della sua energia risiede, a suo dire, nelle sue abitudini alimentari: è vegetariano.
In questo agile manuale, scritto a sei mani insieme al noto giornalista scientifico, Mario Pappagallo, e alla cuoca Carla Marchetti, non solo ci spiega le ragioni della sua scelta, ma ci mostra anche il percorso mentale e fisico che conduce alla decisione di diventare vegetariani. In primo luogo, spiega il professore, la sua scelta è legata ad un motivo etico: non si può dichiarare di amare gli animali, di soffrire a causa delle torture cui sono sottoposti, e continuare a mangiare la loro carne ogni giorno. Il secondo motivo per compiere questa scelta è legato alla protezione dell’ambiente e all’equilibrio della natura. È ferma convinzione di Veronesi che l’eccessivo consumo di carne potrebbe portare all’immissione nell’atmosfera di una quantità insostenibile di gas serra: una valida ragione per abbandonare il modello alimentare “Occidentale” in favore di un modello più consono all’armonia dell’ecosistema.
Infine, naturalmente, è la protezione della salute la terza ragione decisiva per passare al vegetarianesimo, in particolare la prevenzione dell’insorgere dei tumori. Una tesi sostenuta dall’oncologo in base ai più recenti studi sul genoma umano, che viene avvalorata e supportata dall’intervento di Mario Pappagallo, a cui è demandata la sezione del libro dedicata al rapporto tra alimentazione e salute. Grazie a numerosi esempi e alla descrizione dei risultati delle ricerche più all’avanguardia nel campo della prevenzione dei tumori, il giornalista spiega quali sono i fattori di rischio e soprattutto illustra tutti i piccoli accorgimenti da usare a tavola per aggirare il pericolo, come la scelta di alimenti colorati, la dieta antiobesità e quella antinvecchiamento.
Un ampio apparato teorico, quindi, che trova la sua logica conclusione nel ricettario vegetariano curato da Carla Marchetti, che chiude il volume. Più di 200 ricette semplici e gustose per chi è già vegetariano e per chi, al termine della lettura, abbia voglia di sperimentare un nuovo modo di approcciarsi con la natura e con il proprio corpo.



Race for the cure edizione 2012- Roma

Dal 18 al 20 maggio a Roma, allo Stadio delle Terme di Caracalla, torna la Race for the Cure (XIII edizione), l'appuntamento con la manifestazione di solidarietà più amata della Capitale.

Tre giorni di salute, sport e benessere per sostenere la lotta ai tumori del seno che culminano con la celebre corsa di domenica 20 maggio.

La Race for the Cure è arrivata in Italia nel 2000, a Roma, nello splendido scenario del Circo Massimo, spostandosi poi successivamente alle Terme di Caracalla.
Visto il successo sempre crescente ottenuto nel corso degli anni, la Race ha varcato dal 2007 i confini della Capitale per raggiungere anche Bari, Bologna e infine Napoli nel 2010.
Nel 2011 la Race for the Cure ha festeggiato la dodicesima edizione di Roma, con una partecipazione di pubblico che ha superato le 53.000 persone, mentre a livello nazionale, con le edizioni di Bari, Bologna e Napoli, l’ammontare complessivo dei partecipanti ha ormai superato quota 80.000.
Con i fondi raccolti attraverso la Race for the Cure, la Komen Italia, dal 2000 ad oggi ha raccolto e già distribuito oltre 1.600.000 € per la realizzazione di progetti propri e di altre associazioni nella lotta ai tumori del seno. Tra questi, corsi di aggiornamento per operatori sanitari; programmi di educazione alla prevenzione per donne sane e studenti; servizi clinici per il recupero del benessere psico-fisico delle donne operate ed acquisto di apparecchiature di diagnosi e cura delle neoplasie del seno.
Clicca sul pulsante qui sotto se vuoi iscriverti on line con carta di credito, oppure visita le pagine di questa sezione per conoscere le altre modalità di iscrizione, per conoscere i nostri sponsor e per tutte le altre informazioni sulla manifestazione.


Race for cure: sito ufficiale


In collaborazione con  www.senologia.eu

I FIBROADENOMI DELLA MAMMELLA


fibroadenomi prevenzione

I fibroadenomi sono tumori benigni si sviluppano di solito in donne giovani, spesso in adolescenti e possono essere scambiati per un cancro. Tuttavia, essi tendono a essere più mobili e circoscritti e, alla palpazione, possono sembrare una piccola biglia sfuggente. Solitamente i fibroadenomi  mammari possono essere asportati in anestesia locale, ma recidivano di frequente. Dopo aver fatto asportare diversi fibroadenomi risultati benigni, una paziente può decidere di non farne asportare altri in seguito. Le altre masse mammarie solide e benigne includono la steatonecrosi e l’adenosi sclerosante che possono essere diagnosticate solo con la biopsia.


ASPETTO CLINICO 

Viene, nei soggetti giovani, più frequentemente individuato dalla paziente stessa con caratteristiche comuni: duro di consistenza, liscio o polilobato nei margini, rotondeggiante, spesso dolente o dolorabile alla palpazione, ma in particolar modo mobile tra le dita tanto da venir definito dagli Anglosassoni “ Breast mouse “ ( il topolino della mammella ). Unica variazione è nella localizzazione adiacente il capezzolo dove la mobiltà del nodulo stesso è ridotta per le aderenze con le strutture duttali. Nei soggetti in fase perimenopausale l’aspetto clinico cambia, sia per una modificazione strutturale del fibroadenoma che per la involuzione fibrotico adiposa della mammella stessa,diventando più rara la possibilità di individuarlo autonomamente con la palpazione. Diventa in questi casi un reperto in genere strumentale , per lo più ecografico.


Nelle donne anziane si possono diagnosticare fibroadenomi che si rilevano come masse piccole duro-lignee discretamente mobili , non dolorabili , che derivano dalla calcificazione di noduli preesistenti.

I fibroadenomi più comuni hanno un diametro che può andare da 1 cm. a 3 cm. Esistono forme meno comuni con diametri minori di un cm. che vengono all’attenzione della paziente o per un esame ( rilievo occasionale) o perché superficiali , sottocutanei.

Viene effettuata in genere dai medici una distinzione tra :

Fibroadenoma Simplex
Fibroadenoma Gigante
Fibroadenomatosi multipla
Tumore Filloide.
Ad eccezione del Tumore Filloide che necessiterebbe di un discorso a parte, le altre tre diciture risultano essere una divisione fittizia, in uso solo tra gli addetti ai lavori, in quanto rappresentano aspetti clinici e strumentali di identificazione lievemente diversi della stessa identica patologia.

Si identifica nella fibroadenomatosi multipla la presenza di almeno 5 fibroadenomi nella singola mammella , evento relativamente frequente dal 10 al 20% dei casi,pongono essenzialmente problemi diagnostici , ma non di prognosi.

Il Fibroadenoma gigante o giovanile è tipico dell’età adolescenziale e può presentare una crescita rapida sino a dimensioni notevoli in poco tempo, mantenendo la propria benignità e le stesse caratteristiche cliniche.

PATOGENESI


E’ oramai comunemente accettato che tali lesioni derivino dal tessuto lobulare della ghiandola mammaria. Nello specifico deriverebbero dallo stroma ormonodipendente dei lobuli stessi e non dal semplice stroma del parenchima mammario, (cioè da quella parte della impalcatura fibrosa della ghiandola che contiene una elevata quantità di recettori per gli ormoni estrogeni e quindi risulta particolarmente sensibile alla loro azione). Questa origine spiegherebbe molti aspetti particolari di tale patologia, come ad esempio si formino nel periodo di maggior sviluppo lobulare della mammella, come sia di natura stromale la componente principale del fibroadenoma e come la maggior parte dei carcinomi che insorgono nei fibroadenomi (evento rarissimo) siano della variante “Carcinoma Lobulare in Situ”.

La causa specifica della insorgenza dei fibroadenomi non è conosciuta , ma il fatto che la stimolazione estrogenica provoca la proliferazione lobulare suggerisce che un lobulo diventi per fattori recettoriali più responsivo alla stimolazione ormonale determinando al tempo stesso una involuzione dei lobuli adiacenti.

Non esiste evidenza che i contraccettivi orali siano causa di incremento nello sviluppo di nuovi fibroadenomi o nella evoluzione in lesioni maligne.

I tessuti del fibroadenoma rispondono alle influenze ormonali e non , in maniera simile alla ghiandola mammaria sana. Così si hanno modificazioni iperplastiche ( ingrandimento ) durante la gravidanza ed involuzione durante la menopausa.

La distinzione anatomica in Intracanalcolari e Pericanalicolari ha un significato descrittivo microscopico , ma non un significativo dal punto di vista patologico ed, essendo spesso presenti entrambi gli aspetti nella medesima lesione , oggi in disuso.

DIAGNOSI

La diagnosi di tali lesioni risulta essere essenzialmente clinica attraverso la palpazione, sia per le caratteristiche stesse dei noduli già citate: mobilità rispetto i piani adiacenti, superficie liscia, consistenza duro-elastica e dolorabilità; sia perché essendo più frequentemente dell’età giovanile, l’uso di esami strumentali in questo periodo è spesso occasionale.

Si badi bene che non necessariamente un fibroadenoma mammario debba presentarsi tutte con queste caratteristiche contemporaneamente, la non dolorabiltà o la non netta delineazione dei margini, non debbono escludere tale diagnosi.

Dal punto di vista della diagnosi strumentale, l’esame principale risulta essere la Ecografia sia per la sua particolare capacità interpretativa nei seni giovanili, sia per la facile esecuzione dell’esame stesso. Il Fibroadenoma compare come un’area nodulare a margini netti e lineari,a volte polilobati, non infrequente la presenza di più fibroadenomi adiacenti con immagini a “clessidra”, un contenuto in genere più scuro (ipoecogeno ) omogeneo, ad asse magiore parallelo ai piani superficiali cutanei, con spesso un rinforzo ultrasonoro posteriore ( area più chiara posteriore al nodulo stesso).

Il Color Doppler viene utilizzato per valutare la presenza di vascolarizzazione nel nodulo stesso, indice questo di tendenza all’accrescimento del fibroadenoma , od elemento diagnostico differenziale in presenza di sospetto tumorale.

La mammografia, non consigliata nei soggetti giovani, e certamente non indicata nella diagnosi in pazienti con età inferiore ai 35 anni, mostra dei bersagli a margini lineari con densità maggiore rispetto ai tessuti adiacenti , ma non rende chiara la differenza qualitativa tra cisti e fibroadenomi .

Agli esami strumentali citati in presenza di dubbi diagnostici legati all’età della paziente, ad alcune caratteristiche del nodulo stesso , od alla esperienza del Senologo ( elemento importantissimo ) si associa l’esame citologico su agoaspirato , o l’esame microistologico su tecnica agobioptica.

L’esame microistologico non deve essere necessariamente considerato come strumento di diagnosi del tumore maligno, il conoscere che tipo di benignità abbiamo di fronte è necessario per individuare la corretta terapia da attuare e conoscere il tipo di comportamento che la ghiandola avrà nel tempo anche di fronte ad eventuali terapie da attuare.

TERAPIA 

In passato la maggioranza dei medici riteneva giusta l’asportazione di tutti i noduli rilevabili e quindi di conseguenza di tutti i fibroadenomi, atteggiamento questo dettato dalla scarsa conoscenza dell’evoluzione naturale di tale patologia. Considerando che le probabilità che un fibroadenoma possa degenerare sono praticamente nulle, dell’ordine dello 0,1-0,3% , ( più che degenerazione si deve pensare allo sviluppo della componente tumorale intranodulare presente nei rarissimi casi ), e considerando che anche la trasformazione di un fibroadenoma in un Tumore Filloide è una evenienza estremamente rara, l’atteggiamento conservativo è oggi considerato ottimale.

Conservare non significa sottovalutare, la tendenza all’accrescimento ed il superamento di dimensioni di 2,5-3 cm. ne consigliano l’escissione.

In presenza di una diagnosi di fibroadenoma i tre fattori che mi inducono ad optare per la soluzione chirurgica sono, se presenti, : il dolore, l’accrescimento nei soggetti con più di 35 anni ed in genere il superamento dei 2,5 cm., il livello di ansia. Il dolore e l’ansia , così come l’impatto estetico, sono fattori che possono in qualche modo compromettere la qualità della vita, l’accrescimento nei soggetti adulti può essere considerato un elemento non benigno.

Il mio comportamento di fronte alla diagnosi di un fibroadenoma , una volta optato per un atteggiamento conservativo, è quello di verificare a 3 o 6 mesi se si sono avute modificazioni dimensionali e strumentali del nodulo e se si sono evidenziate problematiche estetiche e/o psicologiche, dopodichè i controlli potranno essere impostati con cadenza annuale.

La terapia dei fibroadenomi è essenzialmente una terapia chirurgica. Il fatto che la lesione fibroadenomatosa è una lesione benigna impone al chirurgo di necessità delle valutazioni estetiche prima dell’atto operatorio. Non ha senso creare dei disagi a carico della paziente con cicatrici deturpanti, la esecuzione della incisione periareolare o nel solco sottomammario può determinare delle difficoltà tecniche ma di facile risoluzione anche in anestesia locale.

Solo nel Tumore Filloide e nei Fibroadenomi con elementi intralesionali carcinomatosi necessitano delle escissioni allargata, senza arrivare necessariamente alle quadrantectomie e/o mastectomie

( possibilità da non escludersi in presenza di casi particolari).

FIBROADENOMI e CANCRO

Ci sono 3 aspetti della relazione tra fibroadenomi e carcinoma che richiedono una puntualizzazione:

Incidenza tra presenza di fibroadenomi e sviluppo successivo di un carcinoma mammario.

Viraggio di un fibroadenoma in un carcinoma.

Rapporto tra fibroadenomi e Tumori filloidi. 

La presenza di iperplasia epiteliale nei fibroadenomi è undato anatomo-patologico comune ma di scarso significato, non si ritiene fattore di rischio. Si è in qualche studio identificata una percentuale maggiore di tumore in pazienti con fibroadenomi multipli, ma non al momento un dato sufficiente per esprimere giudizi , è solo un elemento che necessita ulteriori studi.

Bisogna sempre distinguere la possibilità che un carcinoma si sia sviluppato nelle adiacenze di un fibroadenoma inglobandolo ( evento riportato in vari studi) e quindi classificabile in maniera diversa. Come già detto l’evento di una lesione carcinomatosa in un fibroadenoma è estremamente raro, ed è ancora più raro che questa lesione sia di tipo infiltrante essendo per la maggior parte focolai di Carcinoma Lobulare in Situ ( variante a scarsa aggressività ), in tali casi è sufficiente un allargamento escissionale semplice. I casi con evoluzione infiltrativa sono risultati derivare da una degenerazione della forma globulare.

Discorso a parte necessitano i Tumori Filloidi, tal lesioni hanno la stessa origine dei fibroadenomi e certamente i fibroadenomi possono evolvere in forme filloidi. Importante è non confondere i tumori filloidi con i sarcomi, anche nei filloidi viene consigliata una escissione allargata ed un successivo monitoraggio della paziente. 

A cura del Prof. Massimo Vergine

Per maggiori informazioni sui fiboadenomi e patologie benigne della mammella vai   su:  
                                         www.senologia.eu

Il vino può aumentare il rischio del tumore al seno

Il vino aumenta il rischio di tumore al seno al seno, anche se consumato moderatamente. È questo il risultato di uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Alchohol and Alcoholism dai ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano, che hanno collaborato con l’Università Milano Bicocca e l’Università tedesca di Heidelberg.


La ricerca rivela che un bicchiere di vino al giorno aumenterebbe il rischio di sviluppare un tumoere al seno del 5% che arriverebbe al 50% con tre bicchieri. Le mamme e le donne devono essere consapevoli di questi dati proprio perché l’incidenza di rischio è considerevole anche con l’assunzione di dosi limitate di alcool. La prevenzione del tumore alla mammella è importante, in particolare dopo i 35 anni è bene effettuare con regolarità le visite e gli esami, come la mammografia. L'allattamento è un fattore preventivo importante perché porta a maturazione le cellule del seno rendendole più forti, assieme a un'alimentazione sana ed equilibrata e a una regolare attività fisica.

Lo studio ha rivisto e incluso nelle analisi 113 articoli che hanno fornito dati sul tumore alla mammella. Sono stati presi in esame 44.552 casi di non bevitrici e 77.539 casi di bevitrici dimostrando che il tumore alla mammella è diverso dagli altri associati all’alcool proprio per le piccole dosi che aumentano il rischio.

Per approfondimenti sul tumore al seno www.senologia.eu

Tumore al seno, l’importanza dell’autopalpazione. Incontro all’Aou di Ferrara

Ferrara, 16 aprile 2018 – “Autopalpazione: perché, come e quando utilizzare il primo strumento di ‘prevenzione’ del tumore al seno” è il ti...