Reinterventi dopo chirurgia conservativa per tumori al seno


Uno studio ha scoperto è diminuito il numero  donne in questi ultimi anni hanno subito   reinterventi chirurgici dopo la tumorectomia  per rimuovere il cancro al seno in fase precoce. I ricercatori che hanno fatto lo studio credono che questo sia perché le linee guida rilasciate nel 2014 hanno approvato come debbano essere i margini chirurgici esenti da tumore.

·         La tumerectomia (chirurgia conservativa)  seguita da terapia radioterapica è generalmente considerata sostitutiva della  mastectomia per le donne con diagnosi di cancro al seno in fase precoce con un rischio medio di ritorno del cancro (recidiva). Precedenti ricerche hanno dimostrato che il rischio di recidiva era pressoché identico a entrambi i tipi di chirurgia. 

Durante la tumorectomia , l'obiettivo del  chirurgo è quello di eliminare tutto il cancro al seno, più un bordo del tessuto normale intorno a esso, in modo da essere  sicuri che tutto il cancro è stato rimosso.
Il tumore e il tessuto circostante sono marcati con  un inchiostro speciale in modo che i bordi o il margine esterni siano chiaramente visibili sotto un microscopio.
Durante o dopo l'intervento chirurgico, un patologo guarda il tessuto rimosso per assicurarsi che non esistano cellule tumorali sui margini. Un margine chiaro, negativo o pulito significa che non esistono cellule tumorali al bordo esterno del tessuto rimosso. Un margine positivo significa che le cellule tumorali arrivano subito al bordo del tessuto rimosso vi sarà l’ inchiostro su di essi. In alcuni casi, un patologo può classificare i margini come vicino, il che significa che le cellule tumorali sono vicine al bordo del tessuto sano, ma non proprio al bordo e non hanno inchiostro su di essi. 

Per molti anni, ci sono state domande su come un ampio margine dovrebbe essere. Alcuni medici richiedevano  2 millimetri o più di tessuto normale tra il bordo del cancro e il bordo esterno del tessuto rimosso. Altri medici credevano che 1 mm di tessuto sano fosse sufficiente. Ancora altri medici pensavano che un margine chiaro potrebbe essere inferiore a 1 mm.
A causa della controversia, circa il 25% delle donne che avevano la tumorectomia ha avuto una re-escissione, cioè quando un chirurgo riapre il sito della pregressa asportazione per rimuovere un maggior margine di tessuto libero di cancro. Più chirurgia di solito significa più disagio e stress per una donna e può eventualmente portare a più complicazioni o effetti collaterali.
Per stabilire uno standard per i margini di tumorectomia per il cancro al seno di fase I e di fase II, la Società americana per la radioterapia e la Società di chirurgia oncologica ha emesso nuove linee guida nel febbraio 2014 dicendo che i margini puliti da tumore , non importa quanto piccola fino a quando non c'era inchiostro sul margine tumorale. Le linee guida affermano anche che i margini più ampi non riducono il rischio di recidiva.
Nello studio esaminato qui, i ricercatori h
anno voluto sapere se le linee guida del 2014 avevano un effetto sui tassi di intervento chirurgico di re-excisione dopo la tumorectomia.
I ricercatori hanno esaminato 3.729 donne che erano state sottoposte a tumorectomia per il trattamento del cancro al seno di fase I o di fase II tra il 2013 e il 2015. I ricercatori hanno scoperto che dal 2013 al 2015, i tassi di reintervento dopo la prima tumorectomia sono scesi del 16%. Il numero di donne che avevano la tumorectomia come la loro unica chirurgia sono aumentate dal 52% al 65% negli anni dello studio. 

La maggior parte dei chirurghi che hanno aderito allo studio hanno quindi risposto che per la sicurezza dei margini liberi da tumore bastava che questo non toccasse l’inchiostro .
. Per molte donne, la tumorectomia  seguita dalla radioterapia è una buona opzione ed  più attraente della mastectomia, sia fisicamente che emotivamente.


 Lo studio è stato pubblicato  online on June 5, 2017 by the journal JAMA Oncology. Puoi leggere  “Trends in Reoperation After Initial Lumpectomy for Breast Cancer: Addressing Overtreatment in Surgical Management.”

Tumore al seno, Zingaretti sblocca investimento da oltre 13 milioni di euro dedicato allo screening



Tumore al seno, Zingaretti sblocca investimento da oltre 13 milioni di euro dedicato allo screening


"Firmo davanti a voi la delibera che sblocca il più grande investimento della storia della Regione Lazio per ammodernare le tecnologie per la prevenzione nei centri di screening in tutti i consultori della Regione". Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, durante il convegno 'Il ruolo del volontariato nel percorso senologico' organizzato nella sala Tirreno della Regione a cui hanno partecipato le associazioni del volontariato.

"Dunque 13 milioni e mezzo per dimostrare che accanto alla ricostruzione del sistema sanitario regionale deve esserci un'anima e delle priorità- ha spiegato Zingaretti- è solo l'unione tra stato e volontariato che si migliora il sistema della qualità delle cure".

Parlando della delibera, Zingaretti ha sottolineato che "dopo la scelta importante sull'incremento della prevenzione era giusto investire sulle nuove tecnologie. Le più moderne e le più avanzate per continuare questa battaglia a difesa dei diritti delle donne. Sulle nuove reti abbiamo chiamato tutto l'associazionismo e il volontariato che sono vicini al tema della lotta al tumore al seno. Un mondo straordinario al quale questa volta possiamo dire ce l'abbiamo fatta. Stiamo ricostruendo la sanità del lazio e su patologie delicatissime come il tumore al seno solo insieme possiamo conquistare nuovi traguardi ma non più solo con sorrisi pacche sulle spalle".



 

Prevenzione nei tumori femminili

“Negli ultimi anni, rispetto ai tumori femminili si sono registrati maggiore sopravvivenza, più agevole accesso alle cure e migliore qualità della vita delle pazienti. Ma la ricerca sta aprendo ulteriori prospettive, sia nella prevenzione che nella cura: i tumori femminili saranno sempre più curabili. Bisogna mettere le strutture sanitarie in grado di recepire e attuare i grandi progressi fatti dalla ricerca”, dichiara il Senatore Lucio Malan.
I dati sono chiari. Negli ultimi dieci anni i casi di tumore nel mondo sono aumentati del 33%, un trend in continua crescita, dovuto anche al generale invecchiamento della popolazione. Il cancro è ancora la seconda causa di morte nel mondo dopo le malattie cardiovascolari e, per le donne, il tumore più comune resta quello al seno, con 2,4 milioni di casi nel solo 2015.
“Le malattie croniche, trasmissibili o non trasmissibili come i tumori, sono patologie in cui permangono intollerabili diseguaglianze in termini di accesso alla salute e ai servizi sanitari, aspettativa di vita e mortalità, tanto più intollerabili in quanto molte di queste malattie sono oggi prevenibili e curabili”, spiega il prof. Stefano Vella, direttore del centro per la Salute Globale dell’ISS. “Per affrontare questi problemi è cresciuto il concetto di Salute Globale, un’area emergente e intersettoriale di studio, ricerca e azione, orientata al miglioramento della salute di tutta l’umanità, superando le prospettive, gli interessi e le possibilità delle singole nazioni.”
QUALITÀ DELLA PREVENZIONE. Si potrebbe fare di più. Alcuni studi scientifici dimostrano infatti che se una donna si affida a strutture specializzate come le Breast Unit, ha una percentuale di sopravvivenza più alta del 18% rispetto a coloro che si rivolgono a strutture non specializzate. Anche se i più moderni approcci terapeutici hanno portato a un forte miglioramento della prognosi, oggi ancora troppi fattori di rischio non vengono sufficientemente considerati: cattiva alimentazione, fumo, mancanza di attività fisica. A queste cattive abitudini va naturalmente aggiunto l’elemento umano psicologico della paura che rallenta o frena l’esecuzione dei dovuti controlli, e che può essere affrontato con adeguate campagne che esaltino il ruolo delle associazioni nell’informazione, prevenzione e assistenza fisica e psicologica alle pazienti e alle famiglie colpite da questo tipo di patologie.
“Affrontare il cancro significa affrontare un cammino lungo che inizia con la diagnosi e prosegue con le terapie e i controlli periodici fino alla guarigione o cronicizzazione della malattia, soprattutto per quanto riguarda i tumori femminili. Ma alcuni effetti collaterali possono perdurare anche dopo la conclusione delle terapie e altri possono manifestarsi a distanza di mesi o anni e in molti casi chi ha avuto un tumore presenta un rischio maggiore, rispetto alle persone sane, di svilupparne un secondo. È importante che si investa anche in ricerca e prevenzione terziaria per completare il processo di cura che consenta di ricominciare a vivere dopo il cancro, ritornare alla normalità, trovare nuovi equilibri, accettare e valorizzare le mutate capacità e abilità relazionali, lavorative, psicofisiche”, dichiara Elisabetta Iannelli, Vice Presidente AIMaC Associazione Italiana Malati di Cancro e segretario generale FAVO Federazione Associazione di Volontariato in Oncologia. “La F.A.V.O. e le organizzazioni dei malati oncologici affermano con forza e convinzione l’importanza del sostegno psicologico, dell’adesione agli screening e ai corretti stili di vita, dell’inclusione socio-lavorativa nella consapevolezza che, solo in questo modo, si potrà vincere la sfida della sopravvivenza al cancro e che alla guarigione clinica possa realmente corrispondere quella sociale.”
RICERCA, PREVENZIONE, RISORSE. Il progresso della scienza dipende strettamente dalle risorse che in essa vengono investite: se scienziati e ricercatori disponessero di maggiori finanziamenti, la vittoria contro il cancro sarebbe più veloce e sempre più vicina. Investire quindi cifre importanti di denaro nella ricerca scientifica non è solo una scelta di importanza vitale per il bene comune, ma anche una strategia lungimirante e conveniente per il sistema sanitario e economico dell’intero Paese. L’Italia sta già agendo in questa direzione, infatti sono appena stati stanziati 500 milioni per farmaci innovativi nella cura del cancro.


Fonte : Clicmedicina

Per approfondimenti sul tumore della mammella   www.senologia.eu

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