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domenica 16 novembre 2014

Video sulla Mastoplastica Additiva per aumento del seno : tutte le informazioni






Approfondimenti sulla mastoplastica additiva


www.mastoplasticaroma.com

lunedì 28 ottobre 2013

Storia della mastoplastica additiva

Già alla fine del 1800 le donne richiedevano di aumentare il volume del seno.
La storia della mastoplastica additiva riflette la ricerca di materiali idonei all’impianto , ad iniziare dai primi tentativi fatti nel 1800 con il trapianto di grasso. I risultati purtroppo erano scoraggianti, con frequenti infezioni e con formazione di tessuto cicatriziale molto duro alla palpazione- Solo piccole quantità di grasso sopravviveva al trapianto in quanto in quanto la maggior parte andava in necrosi per la scarsa irrorazione di sangue.
Ciò spinse a cercare strade alternative già agli inizi del 1900.
Per un certo periodo si   furono utilizzate iniezioni di paraffina, ma anche in questo caso i risultati in alcuni casi erano disastrosi con frequenti infezioni e rigetto del materiale iniettato. Si arrivò così al 1940 con la scoperta della gomma di silicone che gettò le basi per lo sviluppo degli studi sulla mastoplastica additiva con il silicone.
Il silicone infatti fu approvato in quegli anni dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti sotto forma di olio e gel e i primi studi dimostrarono che iniettato nei tessuti provocava minime reazioni e fu solo approvato come materiale lubrificante per fili di sutura e cateteri.  Fu così che qualche chirurgo pensò di iniettarlo in forma liquida per aumentare il volume del seno, ma anche in questi casi i risultati erano  olto deludenti con formazione di seno gonfio, infezioni e talvolta formazione di seni molto duri come pietre.
 Quindi l’FDA vietò l’iniezione libera di silicone a questo scopo.
Nel frattempo altri materiali considerati inerti furono sperimentati, come ad esempio il polivinile spugnoso conosciuto con il nome commerciale di Ivalon
All’inizio i risultati sembravano incoraggianti ma dopo alcuni mesi  si aveva una reazione fibrosa rendendo il seno molto duro e dolente alla palpazione.
Fu solo nel 1953 che il silicone venne introdotto come uso medicale che iniziò la vera speimentazione quale materiale per impianti per la mastoplastica additiva.
Nel 1963 Cronin e Gerow, nel corso del 3° Congresso Internazionale di hirurgia Plastica , presentarono un nuovo tipo di protesi “a contenuto naturale" , vale a dire un guscio solido di elastomero riempito all’interno di gel, che fù considerato il prototipo di tutte le protesi mammarie future
Nei primi anni le protesi furono impiantate esclusivamente sottoghiandolari, ma ben presto si inizò ad inserirle quando necessario sotto al muscolo pettorale.
Nel corso di questi ultimi anni enormi passi avanti sono stati fatti nella qualità e sicurezza delle protesi raggiungendo al giorno d’oggi standard di sicurezza e garanzia tali da realizzare impianti protesici con scarsissime probabilità di complicanze dovute soprattutto a trasudo o rottura protesica.


A cura del Prof. Massimo Vergine


Per approfondimenti sulla mastoplastica additiva   www.mastoplasticaroma.com


domenica 4 novembre 2012

Mastoplastica Additiva-Scelta protesi e simulazione risultato finale


 
 

Simulazione per la scelta delle protesi  mammarie nella mastoplastica additiva


 

 Per aiutare la paziente  ad esprimere meglio i propri desideri al chirurgo ed aiutarle nel processo di scelta dlla protesi  ideale, Allergan ha ideato l’esclusivo sistema Byodinamic.

 
 
 








Tale sistema permette al chirurgo di inserire su una scheda computerizzata tutte le misure essenziali per la scelta della protesi mammaria ideale per la singola paziente, tenendo conto delle sue aspettative.

Il chirurgo inoltre ha a disposizione degli speciali sizer che inserendoli all’interno di un reggiseno possono simulare l’aspetto finale.

 













E’ possibile chiedere al chirurgo ulyteriori informazioni sul sistema Byodinamic per la scelta delle protesi nella mastoplastica additiva
A cura del prof. Massimo Vergine
Per maggiori informazioni sulla mastoplastica additiva  www.mastoplasticaroma.com

giovedì 8 marzo 2012

Mastoplastica additiva Dual Plane

La mastoplastica additiva Dual Plane può essere considerata una particolare variente dell'impianto retromuscolare.




Infatti questa tecnica prevede la preparazione di una tasca al di sotto del muscolo grande pettorale staccando questo dalla parete toracica a livello del solco mammario, preservando assolutamente le inserzione del muscolo allo sterno (Dual Plane tipo I )



Si può inoltre , a seconda del caso clinico, scegliere di di effettuare uno scollamento del muscolo dalla ghiandola (in posizione quindi retroghiandolare) sino alla base dell'areola ( Dual Plane tipo II), o ancora proseguire sino al margine superiore dell'areola ( Dual Plane tipo III).



In tal modo si riesce ad alloggiare in maniera ottimale ed armoniosa il polo inferiore della protesi coperta da tessuto ghiandolare e nel polo superiore e medio dal muscoo grande pettorale ottenendo un effetto "lifting".



L'indicazione alla tecnica Dual Plane si ha nei casi di ptosi mammaria moderata.



Da rilevare che tale tecnica non va mai utilizzata per correggere un importante ptosi mammaria con il solo posizionamento delle protesi, ma in tal caso è sempre meglio una correzione con una mastopessi.



Per maggiori informazioni sulla chirurgia estetica del seno
                  
                                 http://www.mastoplasticaroma.com/



giovedì 4 marzo 2010

Mastoplastica additiva


Mastoplastica additiva : un seno naturale con le nuove protesi



La mastoplastica additiva è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti e consiste nell’inserimento di una protesi dietro ciascuna mammella per aumentarne il volume e migliorarne il tono. I risultati che si ottengono attualmente sono molto naturali e conformi al fisico e alla struttura di ogni donna, grazie all’utilizzo di protesi mammarie evolute e tecniche moderne e sofisticate. La scelta delle protesi ora è molto ampia e consente alla medico di personalizzare la forma del seno nel modo più accurato e conforme alle richieste della paziente. Nella maggior parte dei casi le donne che richiedono un intervento di mastoplastica additiva lo fanno perché si sentono a disagio con un seno troppo piccolo per natura o svuotato dopo una maternità o una perdita di peso eccessiva.

COME SI INTERVIENE

L’intervento consiste nell’inserimento di protesi di silicone dietro la ghiandola mammaria oppure dietro il muscolo gran pettorale dopo che il chirurgo estetico ha inciso il solco sottomammario o l’areola. Nel caso di incisione nel solco sottomammario, la cicatrice dell’incisione tende a rimarginarsi in modo ottimale, confondendosi con la differenza di tessuto tra l’areola e la pelle del seno.

La scelta della posizione d’inserimento delle protesi mammarie dipende dalle caratteristiche fisiche ed anatomiche della paziente e viene fatta durante la visita preoperatoria. Il caso più frequente è, però, quello dietro la ghiandola perché il risultato è più naturale e interferisce meno con la mammografia, e per nulla, con l’ecografia e la risonanza. La mastoplastica additiva può essere eseguita sia in anestesia generale che in anestesia locale. L’intervento dura una o due ore e comporta un giorno di degenza per tenere i drenaggi, che vengono tolti di norma dopo due giorni.

IL POST OPERATORIO

Dipende dove viene eseguita l’operazione e che tipo di intervento è stato fatto. Se sono stati usati punti interni questi si riassorbono gradualmente da soli e non è necessario nessun tipo di medicazione, solo una visita di controllo per valutare l’andamento dell’intervento.

Per un mese circa si deve indossare il reggiseno sia di giorno che di notte. Per almeno 2 o 3 settimane, poi, si devono evitare le attività che richiedono sforzi eccessivi, soprattutto per le braccia.

RISULTATI E RISCHI

La durata dell’impianto mammario è da considerarsi permanente anche se, con il passare degli anni, alcune pazienti preferiscono rimodellare il loro seno, sostituendo le vecchie protesi.

L’intervento non altera assolutamente la funzionalità delle ghiandole mammarie e quindi, in caso di gravidanza, si può allattare come chiunque altra. Non è stata presentata nessuna prova scientifica che la presenza di protesi aumenti il rischio di cancro al seno o altre malattie.

Nel 3% dei casi però può contrarsi la capsula che si forma intorno alla protesi provocando una consistenza più dura del seno rispetto al normale. A volte è necessario intervenire di nuovo per indebolire la capsula fibrosa.

COSTI

Il costo di un’operazione di Mastoplastica additiva varia in rapporto al tipo di intervento e al modello di protesi da inserire


venerdì 27 novembre 2009

Mastoplastica additiva a Roma

Mastoplastica Additiva

La mastoplastica additiva è l'intervento di chirurgia plastica oggi più richiesto dalla donna. Con l'introduzione delle nuove protesi mammarie di ultima generazione è possibile garantire lunga durata dell'impianto e dare una forma naturale al seno grazie alle varie proiezioni e profili in grado di adattarle a qualsiasi situazione anatomica che ogni donna presenta.

Ciò rende possibile ottenere un seno proporzionato al resto del corpo. L'intervento di mastoplastica additiva dona alla donna più femminilità, la ringiovanisce e la rende più seducente con un nuovo décolleté. Solo un seno così può essere considerato ben riuscito: una soddisfazione per chi lo "porta" perchè non avrà un aspetto artefatto, un successo per chi lo ha realizzato e ha saputo soddisfare la richiesta di un seno più grande, più sodo, senza stravolgere la bellezza del corpo.La mastoplastica additiva è un intervento di chirurgia plastica che serve per aumentare il volume di un seno piccolo, svuotato o cadente attraverso l'inserimento di protesi mammarie, in sede retromuscolare o retroghiandolare, ossia tra ghiandola e muscolo. Quali sono le indicazioni all'aumento del seno? L'intervento di mastoplastica additiva, con l'inserimento di protesi mammarie, è indicato quando la paziente desidera aumentare il volume del proprio seno o per motivi congeniti (ipoplasia mammaria ) oppure acquisiti come ad esempio dopo uno svuotamento dovuto all' allattamento o dopo un dimagrimento importante

A QUALE ETA' SI PUO' FARE LA MASTOPLASTICA ADDITIVA

Si può essere sottoposte all'intervento per mastoplastica additiva a qualsiasi età, purchè dopo che il seno sia completamente sviluppato, ma comunque è preferibile aspettare che la paziente compia almeno 18 anni, età minima per dare il consenso all'intervento di aumento del seno autonomamente. In caso di un'età compresa tra 14 e 18 anni bisogna avere il consenso anche di entrambi i genitori

COME SI SVOLGE LA PRIMA VISITA
La visita preliminare nella mastoplastica additiva per l'aumento del seno è una fase molto importante in quanto in questo contesto si deve creare una fiducia reciproca e capire le vere esigenze della donna in modo da suggerire una soluzione personalizzata. In questo momento la donna è vicina al suo sogno e la nostra capacità è quello di condividerlo con lei, cercando di essere quanto più affidabili e sinceri possibile senza nutrire false speranze e illusioni che possano deluderle. Oltre quindi al colloquio introduttivo che resta una fase importantissima, si passa alla visita medica dove si valuta la situazione anatomica , prendendo diversi parametri e misure in modo da proporre il tipo di protesi da utilizzare, la sua forma , i volume , le varie possibilità di incisioni e la sede dove verrà alloggiata. Di solito è bene mostrare le varie protesi alla paziente in modo che potrà valutare da sè la forma e consistenza. Inoltre una novità assoluta in Italia e che spesso utilizzo è un sistema computerizzato dove dopo aver inserito le misure essenziali prese alla paziente, il programma è in grado di fornirci il tipo e il volume di protesi mammaria ideale. Tale protesi quindi viene fatta indossare dalla paziente sotto un reggiseno ed una magliettina elastica in modo da simulare il risultato finale e quindi cercare di far coincidere quanto più possibile i nostri suggerimenti con le sue aspettative.

PERCHE SOTTOPORSI A MASTOPLASTICA ADDITIVA

Le motivazioni all'aumento del seno sono prevalentemente di natura psicologica, in quanto spesso avvengono quando la paziente si comincia a sentire a disagio sia con sè stessa sia verso gli altri come ad esempio con il proprio partner,o con le amiche in palestra o in piscina. Diciamo che ogni donna ha il proprio ideale di femminilità e sensualità ed è disposta a raggiungerlo anche sottoponendosi alla mastoplastica additiva, ritrovando quindi quel senso di benessere e sicurezza che solo l'essere soddisfatta di se stessa procura.

QUALI PROTESI MAMMARIE PER LA MASTOPLASTICA ADDITIVA
Le protesi mammarie per l'aumento del seno sono costituite da un involucro di silicone riempito con gel coesivo di silicone. Le protesi tradizionali hanno forma rotonda mentre le protesi anatomiche hanno forma leggermente a goccia simile al seno naturale. leggi tutto sulle protesi mammarie

INCISIONI PER INSERIRE LE PROTESI MAMMARIE
Le incisioni attraverso le quali possono essere inserite le protesi mammarie sono principalmente attraverso l'areola o nel solco sottomammario. In casi particolare si può scegliere l'incisione sottoascellare.AREOLA : l'incisione in questo caso avviene lungo la metà preferibilmente inferiore della curva dell'areola : abitualmente è la sede che si sceglie in prima istanza qualora la larghezza dell'areola sia almeno di 3,8-4 cm. Di solito il segno della cicatrice scompare nel corso del tempo in quanto si mimetizza in quella linea di cambiamento del colore che delimita la cute dall'areola stessa.

SOLCO INFRAMAMMARIO: si pratica in questo caso un incisione di 3,5-4 cm.nel solco sottomammario , che permette una buona visuale sia per inserire le protesi mammaria in sede retroghiandolare, che sottomuscolare. Di solito è poco visibile in quanto la cicatrice si nasconde nel solco sottomammario e coperto dalla discesa naturale del seno.ASCELLARE: in questo caso si effettua un incisione di 4 cm.al di sotto dell'ascella , quindi evitando cicatrici nel contesto della mammella: di solito questa incisione si sceglie quando la metodica di inserimento delle protesi è quella cosiddetta endoscopica

Dove si posizionano le protesi mammarie?

SEDE RETROGHIANDOLARE : questa sede è indicata in donne che abbiano già un pò di tessuto mammario di copertura; quindi sconsigliata in donne con evidente ipoplasia mammaria. La sede è immediatamente dietro la ghiandola mammaria e al davanti del muscolo grande pettoraleSEDE RETROMUSCOLARE : in questo caso la protesi viene inserita tra il piano costale ed il muscolo grande pettorale , anche realizzando talvolta la cosiddetta posizione dual-plane che consiste in un alloggiamento parziale tra il muscolo grande pettorale e retroghiandolare nel polo inferiore.Questa tecnica comporta una migliore distribuzione della protesi, con ridotto stiramento delle fibre muscolari e quindi anche meno dolore postoperatorio.

DESCRIZIONE DELL'INTERVENTO DI MASTOPLASTICA ADDITIVA

L'intervento di mastoplastica additiva dura circa un ora e viene eseguito preferibilmente in anestesia generale leggera, oppure in anestesia locale con sedazione . Attaverso l'incisione praticata si accede in sede retroghiandolare o nella sede retromuscolare per effettuare uno scollamento e creare una tasca di ampiezza tale per permettere l'alloggiamento della protesi.Quindi una volta eseguiti questi atti bilateralmente si posizionano le protesi mammarie e si lascia un piccolo drenaggio aspiartivo che verrà rimosso 24 ore dopo. Si chiudono quindi i piani di accesso e le incisioni cutanee si suturano con filo intradermico invisibile e riassorbibile evitando così la loro rimozione.IL POSTOPERATORIO DELLA MASTOPLASTICA ADDITIVADopo l'intervento viene praticata una medicazione leggermente compressiva, che abitualmente viene rimossa nell'arco di 2-3 giorni e sostituita da un reggiseno contenitivo di misura adeguata al nuovo volume del seno.Se la paziente accusa un lieve fastidio o dolore di solito si somministra un antidolorifico in clinica e comunque si inizia una terapia antibiotica che verrà proseguita a casa per almeno una settimana.

RISCHI E COMPLICANZE DELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA
La mastoplastica additiva comporta delle comuni complicanze come tutti gli interventi quali ematomi, infezioni, difetti di cicatrizzazione . Per ridurre al minimo tutto questo è bene eseguire scrupolosamente le indicazioni e suggerimenti del chirurgo.Una complicanza che può avvenire anche a distanza di alcuni mesi dall'intervento è la cosiddetta contrattura capsulare che consiste in un indurimento della capsula esterna della protesi per eccessiva ed imprevista reazione dell'organismo alla presenza delle protesi mammarie. Anche comunque questa complicanza se presa nella fase iniziale è reversibile con terapia medica e opportune manovre manuali praticate dal chirurgo, evitando così la sostituzione delle protesi mammarie.


Per approfondimenti e ulteriori informazioni sulla mastoplastica additiva chiama immediatamente al numero verde 800984377

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