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venerdì 5 ottobre 2012

Prevenzione del tumore al seno-4 donne su 100 salve grazie allo screening di massa

 -La prevenzione è l'arma  piu' efficace per combattere il tumore: un'indagine condotta su 400 mila donne 'a rischio' di carcinoma mammari in 10 Asl lombarde ha permesso di individuare per tempo il tumore nel 4,1% delle persone che si sono sottoposte a test. Secondo la ricerca "Index", che verra' presentata domani a Bergamo nel corso di un convegno organizzato dalla Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere e dal Collegio italiano primari oncologi medici ospedalieri, vengono effettuati molti controlli post-intervento che finiscono per distogliere risorse importanti per la prevenzione. L'incidenza del tumore al seno e' rapidamente cresciuta negli ultimi 40 anni (+186%) ma la mortalita' e' scesa dal 1990 al 2010 del 24%. I tassi di sopravvivenza sono al 97% a un anno dalla diagnosi e dell'87% a 5 anni. Secondo la ricerca, la mammografia bilaterale resta lo strumento piu' affidabile per l'identificazione:
 "Non c'e' evidenza che altre tecniche, quali l'autopalpazione, la valutazione clinica della mammella e l'ecografia mammaria siano parimenti efficaci nello screening". Ogni anno sono diagnosticati 47 mila casi, con un minimo di 954 casi ogni 100 mila soggetti in Puglia e un massimo di 2.682 casi in Friuli. I tassi di sopravvivenza sono invertiti tra Nord e Sud: nelle regioni settentrionali e centrali e' dell'86% a 5 anni, mentre nel Mezzogiorno e' dell'81%; "Dato probabilmente giustificato da una maggiore qualita' del processo assistenziale delle regioni settentrionali - commenta la ricerca - che parte proprio dalla diffusione degli screening".
Nelle donne sottoposte a intervento chirurgico e senza una recidiva nell'arco di un anno sono stati eseguiti complessivamente 8.457 esami, in media oltre 3,5 per paziente operata. Sempre mediamente, una paziente su cinque effettua una scintigrafia ossea e una su dieci una TAC. "L'analisi dei dati rilavati nelle Asl campione - rimarca lo studio - sembrerebbe evidenziare una bassa evidenza di beneficio in esami di follow up eseguiti in pazienti che hanno concluso con successo la terapia senza recidive. E se esiste un rischio di inappropriatezza questo ricade negativamente sul paziente due volte: primo perche' si distolgono risorse che potrebbero essere impiegate diversamente, ad esempio per migliorare le campagne preventive di screening, secondo perche' esami non necessari sottopongono comunque la persona malata a radiazioni, e comunque allo stress da attesa e da comunicazione dell'esito". "Per il futuro - commenta il Direttore della Fiaso, Nicola Pinelli - sia la nostra Federazione che Cipomo intendono andare avanti da un lato valutando le performance aziendali con indicatori sempre piu' attuali, dall'altro impegnandosi per esportare queste esperienze anche nelle Aziende del resto d'Italia. Due obiettivi che puntano entrambi a migliorare la qualita' delle cure offerte". .

A cura del prof. Massimo Vergine

per maggiori informazioni sulla prevenzione del tumore al seno  www.senologia.eu

mercoledì 4 maggio 2011

Prevenzione del tumore al seno grazie a L'Oreal Paris alla Coop


Si può sconfiggere il tumore al seno? Secondo il famoso oncologo Umberto Veronesi, è possibile guarire nel 98 per cento dei casi, a patto di aderire ai programmi raccomandati di diagnosi precoce. Per dare a tutte le donne la possibilità di sottoporsi a visite specialistiche regolari come la mammografia e l’ecografia mammaria, la Fondazione Umberto Veronesi, L’Oréal Parise Coop sono attualmente impegnati nella “Campagna Nastro Oro. Il tumore al seno non si può prevenire. Si deve.”

In pratica, per ogni suo prodotto venduto dal 26 aprile al 19 maggio negli Ipermercati COOP e dal 19 maggio al 1 giugno nei Supermercati COOP, L’Oréal Paris devolverà 50 centesimi alla Fondazione Umberto Veronesi che finanzierà borse di studio per medici senologi.

Il progetto, volto a incoraggiare e sensibilizzare il pubblico femminile nei confronti della prevenzione, ha come testimonial Barbara D’Urso e Alessia Marcuzzi, scelte per l’impegno sociale e come simbolo dello sviluppo di una maggiore cultura della salute. Sarebbero infatti ancora numerose le donne demotivate e restie a fare il test (3 italiane su 10 tra i 50 e i 69 anni stando all'ultima edizione del rapporto Passi dell'Istituto superiore di sanità non si sono sottoposte nel 2009 allo screening per la prevenzione del tumore al seno).

“Aderire ai programmi raccomandati di diagnosi precoce del tumore del seno –commenta il professor Umberto Veronesi che partecipa alla campagna come testimonial - rappresenta oggi per tutte le donne un’opportunità concreta di salvarsi la vita. Con la diagnosi precoce, riusciamo a scoprire il 20% dei tumori quando sono ancora impalpabili vale a dire rilevabili soltanto con gli esami strumentali (ecografia e mammografia)”.

“Crediamo molto nel grande valore della ricerca e della prevenzione. L’Oréal Paris fonda le sue radici nella ricerca scientifica al cui sviluppo sente il dovere di contribuire con un impegno concreto” afferma Stéphane Grenier, direttore generale di L’Oréal Paris. L’azienda non è nuova a questo genere di iniziative: lo scorso anno si è impegnata in un analogo progetto per la prevenzione del melanoma cutaneo.

venerdì 7 maggio 2010

Broccoli e germogli contro i tumori


Broccoli e germogli contro i tumori. Che consumare i vegetali della famiglia delle crucifere sia un buon modo per prevenire l’ insorgere di diversi tipi di tumore grazie ad alcuni elementi protettivi in esse contenute è ormai noto.

Ma da oggi sappiamo anche che broccoli e germogli sono in grado, una volta insorto il tumore al seno, di inibire lo sviluppo delle cellule staminali tumorali, interrompendo quindi l’ accrescersi della massa neoplastica. A rivelarlo uno studio della University of Michigan Comprehensive Cancer Center pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research.

L’artefice di tutto ciò sarebbe il sulforafano, in grado, oltre che di prevenire il cancro al seno, di uccidere le cellule staminali che danno origine alla neoplasia e che le permettono di crescere. “Il sulforafano è stato studiato in precedenza per i suoi effetti antitumorali, ma questo studio dimostra che nel cancro al seno riesce a inibire anche lo sviluppo delle staminali tumorali”, spiega Duxin Dom, che ha guidato la ricerca.

Lo studio è stato condotto in laboratorio su un gruppo di topi e ha dato risultati fondamentali perché le chemioterapie attuali non funzionano contro le cellule staminali neoplastiche, per cui il cancro può ripresentarsi e diffondersi. “Questa ricerca – spiega Max Wicha, direttore del Comprehensive Cancer Center UM – suggerisce un potenziale nuovo trattamento. Lo sviluppo di terapie che prendano di mira la popolazione di cellule staminali neoplastiche è fondamentale per combattere la patologia”. Lo studio, che “garantisce ulteriore valutazione clinica”, non è ancora stato testato sugli esseri umani.


Per approfondimenti sul tumore al seno www.senologia.eu

domenica 7 marzo 2010

Tumore al seno: nuovo farmaco in grado di migliorare la sopravvivenza

AGI) - Sorrento, 6 mar.

- Arriva un prezioso alleato alla lotta contro il tumore al seno che oggi in Italia colpisce 40.000 donne. Si tratta di una terapia 'intelligente' che unita alla chemioterapia permette di raddoppiare il tempo di sopravvivenza senza progressione nel tumore in stadio avanzato. Come? Agisce bloccando i 'rifornimenti' alla malattia: gli taglia i viveri e quindi lo 'uccide'. E' il caso di bevacizumab, anticorpo monoclonale che agisce in maniera specifica sulla proteina Vegf, elemento chiave del meccanismo che regola la crescita e la proliferazione del cancro. A questo tema e' dedicato il convegno nazionale 'Dalla chemioterapia alla terapia anti angiogenica' che si chiude oggi a Sorrento, dove i maggiori ricercatori ed esperti italiani hanno fatto il punto sugli avanzamenti della ricerca nella lotta contro la neoplasia della mammella. "L'inibizione dell'angiogenesi, ovvero il 'blocco' dei meccanismi che consentono al tumore di diffondersi nell'organismo, e' una importante opzione terapeutica per le pazienti con cancro del seno in stadio avanzato, che hanno oggi una nuova arma mirata per affrontare la loro malattia", ha spiegato Sabino De Placido, ordinario di Oncologia medica dell'Universita' 'Federico II' di Napoli e presidente del convegno. "Oggi disponiamo di terapie mirate piu' rispettose del paziente rispetto alla sola chemioterapia", ha osservato Carmelo Iacono, presidente dell'Associazione italiana di Oncologia Medica (Aiom), la ricerca cura la persona nel suo complesso e non solo la malattia. Terapie efficaci che permettono di ottenere piu' sopravvivenza anche nel caso di metastasi, meno effetti collaterali e migliore qualita' di vita dei pazienti con tumore". Le stime effettuate sui dati reali osservati dei Registri tumori italiani, parlano per il 2008 di 37.952 donne colpite da tumore della mammella che risulta cosi' il secondo carcinoma piu' diffuso e ancora purtroppo il primo per mortalita' nel sesso femminile sotto i 55 anni. L'avvento delle terapie 'target', unito alla diffusione degli screening e al miglioramento delle tecnologie per la diagnosi, sta modificando lo scenario di questa patologia. Tra i protagonisti della 'rivoluzione' gli anticorpi monoclonali, farmaci innovativi che hanno la capacita' di colpire con precisione le cellule malate, senza danneggiare quelle sane. A trastuzumab, anticorpo monoclonale utilizzato sia nelle fasi avanzate sia in quelle precoci di un particolare tipo di tumore al seno (detto HER2 positivo), si affianca un altro farmaco, bevacizumab, che ha dimostrato benefici significativi nelle forme avanzate della malattia. Il bevacizumab lega e blocca in modo specifico la proteina Vegf, fattore chiave nell'angiogenesi tumorale, cioe' nel processo di crescita e proliferazione del tumore. Il Vegf stimola la crescita, la sopravvivenza e la costruzione di nuovi vasi sanguigni; i tumori rilasciano questa proteina per circondarsi di nuovi vasi e ricevere cosi' nutrienti e ossigeno per proliferare e diffondersi ad altri organi, cioe' andare in metastasi. "Prove incontrovertibili e studi recenti al top della qualita'", ha aggiunto De Placido, "portano a concludere che il bevacizumab prolunga di circa il doppio il tempo senza progressione del tumore, cioe' in pratica rallenta la sua proliferazione. Le applicazioni cliniche del bevacizumab nel tumore della mammella sono finora nel trattamento del tumore in stadio avanzato cioe' metastatico, ma si stanno compiendo studi anche nel tumore precoce, quello che puo' essere trattato con la terapia adiuvante. Tali trial pero' non sono ancora arrivati a conclusioni definitive". Secondo Iacono, "il problema clinico cruciale e' divenuto oggi l'appropriatezza, cioe' un maggiore rigore metodologico nella valutazione degli interventi terapeutici, ma bisogna ricordare che l'appropriatezza e' anche un diritto del paziente, quello a ricevere la migliore cura possibile in qualunque oncologia del Paese ci si trovi ad essere curati. Sono questi gli impegni che come Aiom -ha speiagato- ci siamo presi contribuendo con le Istituzioni sanitarie, Aifa e ministero, che hanno riconosciuto Aiom quale interlocutore privilegiato nella gestione oculata e razionale delle risorse e degli interventi". Bevacizumab "e' oggetto del piu' grande programma mondiale di trial clinici mai realizzato in oncologia, con oltre 300 studi clinici e 350.000 pazienti coinvolti per indagarne le potenzialita' in oltre 20 tipi di tumore", ha concluso Antonio Del Santo, Group Leader Onco-Haematology di Roche S.p.a., "Roche ha cambiato il modo in cui oggi vengono trattati i tumori, sviluppando terapie oncologiche che rappresentano progressi terapeutici importanti, aiutando i pazienti affetti da tumore a vivere piu' a lungo, a mantenere la loro qualita' di vita e in alcuni casi ad arrivare alla guarigione". -


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martedì 23 febbraio 2010

Ravenna, con lo screening al seno ci sono il 21% di speranze di salvezza in più

RAVENNA -

"La donna che non partecipa allo screening ha una percentuale del 21% in meno che le venga diagnosticato un tumore piccolo". In altre parole, una donna che preferisce la prevenzione 'faidate' al programma di monitoraggio regionale ha il 21% in meno di possibilita' di prevenire lo sviluppo in forma grave della patologia. Lo dimostra, numeri alla mano, il direttore del centro di Prevenzione oncologica dell'Ospedale di Ravenna, Fabio Falcini.

Dal 1996, cioe' da quando e' iniziato il programma di screening, a Ravenna, su totale di 929 tumori rilevati grazie a questo monitoraggio, si vede che il 75% sono piccoli (quelli, cioe', in cui le probabilita' di guarire sono altissime), mentre solo il 10,7% sono piu' estesi (e dunque piu' pericolosi). Se invece si guardano i casi diagnosticati fuori dal programma di screening, si nota che, su un totale di 1.152 tumori al seno, il 54,6% sono piccoli, e ben il 33,9%, invece, sono gia' avanzati.

"Quando una donna chiede la diagnosi di sua iniziativa, spesso vuol dire che il problema esiste gia'", spiega Falcini. Complessivamente, a Ravenna i casi diagnosticati da 14 anni fa a oggi sono 3.039, di cui 929 rilevati grazie allo screening e 2.110 fuori dal programma, ma la maggior parte (1.850) sono circoscritti e facilmente guaribili, mentre 815 sono quelli trovati in fase avanzata. In Emilia-Romagna, invece, il totale di casi diagnosticati e' di 31.319, di cui 18.855 piccoli, e 8.643 estesi.

Per quanto riguarda l'incidenza della malattia, Falcini spiega che anche a Ravenna, come nel resto
della Regione, sono in aumento i casi tumore "in situ" alla mammella, cioe' di quelli che sono "bombe che devono ancora esplodere", quindi guaribili, mentre diminuiscono i casi di tumore invasivo. "E' un calo progressivo", assicura. A Ravenna, piu' della meta' dei casi (sommando entrambe le tipologie) interessano la fascia d'eta' 50-69 anni, mentre l'11% riguarda quella 70-74, l'8,9% la fascia 45-49, e il 6,6% quella 40-44. Per le over 74, invece, il rischio di tumore al seno, grazie alla diagnosi precoce, "andra' a sparire", conclude il direttore del centro di Prevenzione oncologica di Ravenna.

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lunedì 22 febbraio 2010

Carcinoma mammario e prevenzione del tumore al seno : il caffè un rimedio naturale


Arriva dall’Università di Toronto un’importante novità in materia di prevenzione: il caffè, già noto per la sua azione stimolante sul sistema nervoso e sul muscolo cardiaco, potrebbe rivelarsi un valido aiuto per combattere l’insorgenza del tumore al seno. E’ stato infatti dimostrato che i fitoprogesteroni contenuti nella caffeina riducono il rischio di mutazione dei geni BRCAI e BRCA 2, che espongono le donne ad un alto rischio di ammalarsi di cancro al seno.

Lo studio, diretto dal dottor Steve Narod e dal suo team di ricercatori, ha preso in esame il rapporto tra il consumo di caffè e il rischio di insorgenza del carcinoma mammario.

La ricerca ha coinvolto 1690 donne ad altro rischio, provenienti da 40 centri ospedalieri diversi, di cui sono state analizzate le abitudini in relazione al consumo di caffè durante la giornata attraverso un questionario. Così si è scoperto che la probabilità di ammalarsi, fra le donne con mutazioni genetiche a rischio che bevono da 1 a 3 tazze di caffè ogni giorno, è ridotta del 10% rispetto alle non bevitrici. Lo stesso rischio si riduce del 25% per le donne che bevono 4 o 5 tazzine di caffè al dì, e addirittura del 69% per le vere e proprie estimatrici della caffeina che ne bevono più di 6 tazzine.



Conducendo poi un’indagine sulle varie mutazioni genetiche riguardanti le ghiandole mammarie, i ricercatori hanno scoperto che l’effetto “scudo” offerto dalla bevanda nera è significativo solo per le donne geneticamente predisposte alla mutazione dei geni responsabili dell’insorgenza del carcinoma. Entrambe le ricerche, pubblicate sulla rivista scientifica “International Journal of Cancer”, hanno dato vita ad altri studi ancora in corso di svolgimento.

Il caffè si è dunque rivelato non soltanto una ideale bevanda per affrontare con grinta la giornata, ma anche un rimedio naturale per la prevenzione del tumore al seno, però soltanto per una specifica categoria di donne


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mercoledì 17 febbraio 2010

Prevenzione del tumore al seno


In tutto il mondo occidentale, il tumore al seno è il primo tumore femminile per numero di casi e la sua incidenza è in costante aumento, tanto da essere considerato alla stregua di una vera e propria malattia sociale. In Italia, i nuovi casi di cancro al seno sono circa 40mila l’anno. Sono però diminuiti i decessi.

Uno studio italiano, promosso dal Ministero della Salute e recentemente pubblicato sul 'British Journal of Cancer', dimostra che battere il tumore del seno è possibile: la mortalità, infatti si dimezza nelle donne che annualmente effettuano la mammografia. L'obiettivo obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.

L'ambulatorio Polispecialistico Salus di Tivoli Terme ha attivato in questo contesto un ambulatorio di Senologia presso il quale è possibile prendere un appuntamento per una Visita Senologica con lo Specialista. Secondo le varie necessità si prescriveranno quindi esami strumentali diagnostici mirati.

Per appuntamenti

Salus-Ambulatorio Polispecialistico-
Via Tommaso Neri n° 5 - Tivoli Terme

Tel: 0774-371011 - 0774373578


domenica 7 febbraio 2010

Prevenzione del tumore al seno


Il tumore al seno ? Si può prevenire

Quattro casi su dieci si potrebbero evitare seguendo uno stile di vita sano e grazie ai vaccini ora a disposizione



MILANO - Mantenere un peso adeguato, attraverso un’alimentazione sana e un esercizio fisico regolare. Evitare il tabacco e l’esposizione al fumo passivo. Limitare il consumo di alcol. Esporsi ai raggi solari con moderazione. Proteggersi dalle infezioni che provocano i tumori. Cinque semplici regole che potrebbero impedire di ammalarsi in quattro casi su dieci. Perché, gli oncologi lo ripetono ormai da anni e numerosi studi lo hanno confermato, «anche il cancro può essere prevenuto». È questo il tema della nuova campagna lanciata dall’Unione internazionale contro il cancro (Uicc) in occasione della Giornata mondiale che si celebra il 4 febbraio.

ATTENTI ALLE INFEZIONI - Ogni anno, oltre 12 milioni di persone ricevono una diagnosi oncologica e 7,6 milioni muoiono di questa malattia. Se non si interviene, nel 2030 si potrebbero raggiungere i 26 milioni di nuovi casi e i 17 milioni di decessi, «eppure, circa il 40 per cento delle neoplasie è potenzialmente prevenibile - dice David Hill, presidente Uicc -. In particolare quest’anno vogliamo richiamare l’attenzione sulla protezione dalle infezioni», che - secondo recenti stime - sono responsabili del 20 per cento di tutti i tumori nei Paesi in via di sviluppo e del sei per cento dei casi nei Paesi sviluppati. Sia ben chiaro: il cancro non è contagioso, ma alcuni tipi di tumore possono essere causati da infezioni croniche, virali o batteriche. Per proteggersi è sufficiente ricorrere alla vaccinazione, all’assunzione di antibiotici, a migliori condizioni igieniche e all’adozione di semplici strategie di prevenzione. Ne è un esempio il vaccino Hpv che protegge dal papilloma virus umano, responsabile del carcinoma della cervice uterina, la terza principale causa di morte per cancro nelle donne. O il vaccino contro il virus dell’epatite B che (come l’epatite C) può portare a una neoplasia al fegato, terza causa principale di morte per cancro negli uomini. Proprio come la presenza del batterio dell’Helicobacter pylori, che aumenta le probabilità di sviluppare un tumore dello stomaco.

DIETA, PESO E GINNASTICA - «Il legame fra alimentazione, obesità e patologie oncologiche è ormai noto e più che dimostrato per quanto riguarda il carcinoma mammario nelle donne in post menopausa e i tumori di colon, endometrio, esofago, pancreas e rene», spiega Luigi Fontana, direttore del Dipartimento nutrizione e invecchiamento dell’Istituto superiore di sanità. In pratica, all’aumentare del peso crescono anche i rischi di sviluppare la malattia «perché - prosegue Fontana - il tessuto adiposo in eccesso rilascia degli ormoni che, creando insulino-dipendenza, stimolano la proliferazione cellulare e, dunque, l’insorgenza del cancro». Un monito per gli italiani, che secondo i più recenti dati, hanno sempre più chili di troppo: il 18 per cento dei maschi , infatti, è obeso come il 22 per cento delle donne. Mentre ben il 50 per cento degli uomini italiani è in sovrappeso, contro il 34 per cento delle femmine. Che fare, quindi? «Seguire una dieta sana, ricca di frutta, verdura e fibre - consigliano gli esperti -, limitando l’apporto di calorie e grassi saturi, il consumo di bevande energetiche, cibi salati e fritti, carne rossa (specie alla brace)». E poi fare ginnastica, almeno 30 minuti al giorno (60 per chi è in età scolare).Camminare a un buon passo, fare le scale, correre o praticare sport, purché sia regolarmente, riduce circa del 25 per cento il pericolo di un tumore al seno o al colon-retto.

DIVIETO DI FUMO, POCO ALCOL E SOLE CON PRUDENZA - Il tabacco, da solo, è responsabile dell’80-90 per cento di tutti i tumori del polmone (ma è causa principale anche di quelli di bocca, esofago, laringe, corde vocali, vescica, pancreas, rene, stomaco e sangue) e di circa un terzo delle morti per cancro nei Paesi sviluppati. Non solo: al fumo sono associati il 30 per cento dei decessi per malattie coronariche e molte patologie cardio-respiratorie. Secondo gli esperti, quindi, dire addio alle sigarette è un imperativo da non rinviare, così come è necessario limitare il consumo di alcolici, responsabili di molte forme di cancro (bocca, gola, corde vocali, fegato, per citarne alcuni). Tutt’altro discorso per quanto riguarda i raggi solari, amici della nostra salute per la produzione di vitamina D (che l’organismo sintetizza in gran parte proprio grazie all’azione degli ultravioletti assorbiti dalla pelle), indispensabile per rafforzare le ossa. Ma un’eccessiva esposizione ai raggi naturali o a quelli artificiali delle lampade abbronzanti può far crescere il pericolo di tumori della pelle. Prendere il sole, insomma, non è proibito, purché vengano rispettare le buone regole «della nonna»: esporsi gradualmente, evitare le ore più calde della giornata, usare una crema protettiva adeguata al proprio tipo di pelle per evitare le scottature (le uniche pericolose per lo sviluppo di un melanoma) e che facciano attenzione soprattutto le persone con una carnagione molto chiara.

Per approfondimenti http://www.senologia.eu/
a cura del Prof. Massimo Vergine

mercoledì 25 novembre 2009

Cagliari: incontro sulla prevenzione del tumore al seno

venerdì 27 novembre, alle 16, si svolgerà nella sala Venere dell'Hotel Mediterraneo di Cagliari un incontro sulla prevenzione del tumore al seno in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. L'iniziativa è stata presentata da Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione "Socialismo Diritti Riforme". L'appuntamento, ha spiegato Caligaris, offrirà l'opportunità di conoscere gli specialisti delle unità operative impegnate nella diagnosi e nel trattamento del tumore del Presidio oncologico "Armando Businco" della Asl 8. Sarà infatti possibile porre quesiti ed esporre perplessità. "In Italia - ha aggiunto Caligaris - la prevenzione è ancora una pratica sconosciuta al 50% della popolazione. La Sardegna, purtroppo, non fa eccezione. Nel nostro Paese e nella nostra isola infatti circa la metà dei cittadini non effettua alcuna forma di prevenzione. Ciò accade per diverse ragioni. Nel caso del tumore al seno, che registra un'alta incidenza prevalentemente tra le donne, è però indispensabile sia la prevenzione primaria, che riguarda l'individuazione dei fattori di rischio come un regime alimentare equilibrato, sia la diagnosi precoce. Determinante è però aderire ai programmi di screening per il tumore dell'utero, avviato l'anno scorso, e per il carcinoma del seno, che partirà a breve".

Martedì 24 novembre 2009