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Tumori e ricostruzione mammaria "La bellezza ritrovata": a Bari la serata-evento per sensibilizzare

BARI - 
Un congresso scientifico, ma anche un grande evento che si rivolge e coinvolge la società, nel senso più ampio: i pazienti e i medici, certo, ma anche le associazioni, la politica, gli artisti. Si apre il 25 settembre, al Teatro Petruzzelli di Bari, il 62esimo Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, Sicpre, la più grande e rappresentativa associazione di chirurghi plastici nel nostro Paese. L’evento inaugurale è La Bellezza Ritrovata, una serata di informazione ed entertainment dedicata alla ricostruzione mammaria. Come ogni anno, il Congresso Nazionale costituisce il momento scientifico più alto e più completo, la ribalta delle ultime conquiste della Specialità. In particolare, l’edizione 2013 vede una forte partecipazione di esperti internazionali e tanti momenti di formazione e aggiornamento. 

Tra i temi in programma, le nuove frontiere nell’utilizzo delle cellule staminali, il ruolo e le possibilità del laser e, ovviamente, lo stato dell’arte nella ricostruzione della mammella, tra tessuti autologhi e materiale eterologo. Il professor Michele Pascone, il presidente che riporta l’evento nella città di Bari dopo ben 29 anni, dedicandolo alla memoria del suo maestro Domenico Dioguardi, lo descrive così: «Alla dimensione scientifica abbiamo affiancato un momento di comunicazione rivolto a tutti, che raccoglie le testimonianze e racconta le emozioni delle pazienti. Non un semplice scambio di esperienze, ma un arricchimento personale basato su utili, anche se brevi, spunti informativi su prevenzione, diagnosi e tecniche di cura innovative. Perché il tumore al seno, ma anche le possibilità di ricostruzione, non sono solo un tema da addetti ai lavori». 

Quello alla mammella è infatti il più diffuso tumore femminile: rappresenta il 29% dei carcinomi che colpiscono le donne, con un’incidenza di una donna su 8 nell’arco della vita (dati AIRC, Associazione Italiana per la Lotta sul Cancro). È nata così La Bellezza Ritrovata, una serata-evento, ma soprattutto un modo di affrontare malattia e guarigione. «La Chirurgia Plastica – dice ancora il presidente Pascone – può e deve dare un messaggio di forza e positività, perché è in grado di ripristinare l’immagine di sé che la malattia ha compromesso». Insomma, un messaggio di speranza e un’esperienza di condivisione, tasselli fondamentali per superare gli aspetti più logoranti della malattia. 

LA BELLEZZA RITROVATA: COME DOVE QUANDO La Cerimonia Inaugurale si articola attraverso un percorso narrativo che ricalca i “capitoli” dell’esperienza reale: Il corpo che tradisce, La bellezza ferita, La rinascita. Con la regia di Rob H. Budde, maestro nel dosare informazione, emozione e intrattenimento, la serata si articola in una serie di interventi artistico/culturali multidisciplinari. Dalle intense testimonianze di Maria Antonietta e Katia, dal dolore e dalla forza di reazione interpretati dall’attrice Carmela Vincenti, fino alla musica del maestro Paolo Lepore e al pas a deux coreografato da Ileana Pace, tutto esprime l’universo femminile.

Per maggiori informazioni vai su mastoplasticaroma.com

Seno nuovo con le staminali (LIPOFILLING)


Grazie a una nuova tecnica che prevede il trapianto di cellule e tessuto adiposo è possibile ricostruire la mammella delle donne operate di tumore

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Qualcosa sta cambiando, almeno per coloro che desiderano intervenire sul proprio seno: oggi possono contare su quello che viene definito trapianto di cellule staminali. Anche se, specifica Maurizio Nava, chirurgo plastico-ricostruttivo dell'Istituto dei tumori di Milano, che ha già al suo attivo oltre 1.250 interventi di questo tipo, "non si trapiantano le staminali, ma il tessuto adiposo nel suo insieme, perché solo nella miscela sono presenti tutti quei fattori di crescita che rendono possibile l'attecchimento e il successivo sviluppo delle cellule staminali".

Le staminali, infatti, sono non più dell'1-3 per cento del volume, il resto è costituito da cellule adipose, prelevate dalla donna, fatto che elimina qualunque rischio di rigetto. Una volta iniettate, le staminali iniziano a crescere, riempiono gli spazi a disposizione e danno alla mammella quella naturalezza che nessuna protesi può garantire, favorendo anche la guarigione di eventuali cicatrici.

Resta da stabilire in che condizioni è possibile il trapianto. E, annota Nava: "Quando lo si fa per motivi estetici bisogna stare molto attenti alla storia della donna, e cioè verificare se nella sua famiglia ci sono stati tumori e, in questo caso, se lei stessa ha i geni mutati che predispongono alla malattia (Brca 1 e 2); o anche, più semplicemente, se ha un tipo di mammella difficile da visualizzare alla mammografia: non sappiamo ancora se le cellule staminali possano avere, negli anni, effetti su donne più a rischio di tumore, e per questo la cautela deve essere massima".

Se invece a richiedere l'intervento sono donne operate per un tumore, il trapianto può sia migliorare l'aspetto del seno sia ricostruirlo completamente, perché dopo la radioterapia e la chemioterapia è facile che i tessuti non rispondano come si vorrebbe. "Bisogna tenere presente", conclude il chirurgo, che non tutte reagiscono allo stesso modo: in alcune il trapianto attecchisce bene, in altre molto meno, a causa della minore produzione di fattori di crescita". Per questo esistono appositi test per capire prima con che tipo di tessuto si va a lavorare, e algoritmi di trattamento per decidere qual è l'approccio migliore. Inoltre conta molto il peso della donna: se è troppo magra, difficilmente avrà tessuto adiposo a sufficienza.

Per approfondimenti sulla tecnica del lipofilling www.senologia.eu
a cura del Prof. Massimo Vergine
RICOSTRUZIONE MAMMARIA


Possibili tecniche di ricostruzione mammaria postmastectomia

Dopo un intervento demolitivo per tumore della mammella è possibile procedere alla ricostruzione della mammella .
Le tecniche chirurgiche ricostruttive sono diverse.
La scelta di una metodica invece di un altra dipende da diversi fattori: età della paziente, condizioni generali, qualita della pelle, tipo di demolizione effettuata, forma e volume della mammella del lato opposto.
Ricostruzione: immediata o differita
La ricostruzione mammaria puo essere immediata cioe eseguita durante lo stesso intervento demolitivo oppure può essere differita e cioe eseguita in un secondo tempo, qualche mese dopo il primo intervento.
La ricostruzione differita può essere programmata dopo almeno 4 -6 mesi dalla demolizione, quando la paziente e più serena e motivata e c'e la possibilita di scegliere modi e tattiche differenti
Possono essere sottoposti a ricostruzione gli esiti dei seguenti interventi:

• Mastectomia sottocutanea
• Quadrantectomia
• Mastectomia radicale modificata
• Mastectomia radicale (secondo Halsted)



Ricostruzione dopo mastectomia sottocutanea

La mastectomia sottocutanea consiste nell'asportazione dell'intera ghiandola mammaria preservando intatta la pelle sovrastante.
In questi casi si procede alla ricostruzione immediata in quanto, se non si integra rapidamente il volume asportato, la retrazione cicatriziale della pelle rende difficile la ricostruzione in un secondo tempo.
La protesi viene posizionata al di sotto dei muscoli del torace ,in particolar modo il grande pettorale
Si possono usare protesi definitive oppure protesi espandibili. In molti casi e necessario un secondo intervento per modellare e riadattare la mammella del lato opposto sulla quale si esegue una mastoplastica riduttiva o una mastopessi (lifting del seno).



Ricostruzione della mammella dopo quadrantectomia

La quadrantectomia consiste nell'asportazione di un quadrante della mammella che comprende la parte di ghiandola interessata dalla malattia e che include la pelle sovrastante.
La mammella residua viene successivamente sottoposta a radioterapia.
Normalmente la quadrantectomia lascia buoni risultati dal punto di vista estetico.
Vi sono pero delle situazioni (15 -20 %) in cui gli esiti sono sfavorevoli.
Correggere queste situazioni dopo il trattamento radiante presenta non poche difficoltà per lo scarso trofismo ed elasticita dei tessuti irradiati. La situazione ottimale e la correzione immediata.
A seconda della deformita si possono adottare vari provvedimenti:

• Rimodellamento del cono mammario
• Integrazione volumetrica (protesi e/o lembo)
• Integrazione cutanea (lembo di pelle o di pelle+muscolo)
• Rimodellamento della mammella del lato opposto


Ricostruzione dopo mastectomia radicale
Ricostruzione post-mastectomia radicale.

La mastectomia radicale consiste nell'asportazione dell'intera mammella inclusa la pelle e nell'asportazione dei muscoli pettorali (m. radicale sec. Halsted) oppure risparmiando il muscolo grande pettorale (m.radicale modificata).
La ricostruzione si puo realizzare secondo tre tecniche i di trattamento: Tessuto autologo cioe della paziente stessa (lembi muscolo-cutanei), con espansori cutanei e/o protesi, con lembi e protesi.
Nei casi in cui il muscolo pettorale e conservato e la pelle sovrastante e sufficiente per ricoprire un cono mammario e possibile la ricostruzione con il solo inserimento di una protesi mammaria definitiva. Questa soluzione si puo pero attuare raramente.
Piu frequentemente vengono inserite delle protesi espandibili, che vengono collocate anch'esse sotto il piano muscolare e successivamente espanse con acqua fisiologica per incrementare lo spazio della mammella ricostruita. Questo tipo di protesi si utilizza in genere quando il volume da ricostruire e contenuto.





Gli espansori mammari oggi vengono largamente usati sia nella ricostruzione post mastectomia immediata, sia in quella differita.
Il loro impiego permette (sebbene siano necessari due interventi) di dare una forma piu naturale alla mammella ricostruita.
L'espansore viene posto sotto il grande pettorale e sotto il bordo mediano del muscolo dentato, un altro muscolo toracico.
Attraverso una valvola inserita nell’espansore stesso si inserisce l’acqua fisiologica fino a raggiungere il volume desiderato. Nel secondo intervento si asporta l'espansore e lo si sostituisce con la protesi definitiva.



Ricostruzione con lembi
Ricostruzione con trasferimento di tessuti
Lembo toraco-dorsale:


Questa tecnica viene usata quando non e disponibile un'adeguata quantità di cute di buona qualita per coprire una protesi mammaria.
Il lembo, che comprende anche la fascia muscolare, viene disegnato partendo dal solco sottomammario e viene esteso lateralmente. Viene trasferito ruotandolo di circa 90° per riempire la zona cicatriziale. Viene poi posizionata la protesi sotto il piano muscolare come sempre. Questa tecnica permette di risolvere senza espansione in unico tempo una ricostruzione mammaria. Gli esiti cicatriziali sono più ampi ma rimangono in gran parte circoscritti nella coppa del reggiseno.



Lembo muscolocutaneo di gran dorsale:

l'utilizzo di questo lembo e riservato alle situazioni in cui c'e la necessita di reintegrare sia la pelle che il muscolo, sostituendo cosi il muscolo grande pettorale che puo essere atrofico in seguito a trattamenti radianti o addirittura assente per demolizioni piu radicali. Generalmente bisogna integrare il volume con una protesi.
Il lembo di gran dorsale e una valida alternativa alla ricostruzione con il muscolo retto addominale anche se e maggiormente adatto a ricostruire mammelle non molto voluminose o a reintegrare deficit vistosi di quadrantectomie.






Lembo muscolocutaneo di retto addominale (TRAM flap):

Questa tecnica permette di ricostruire una mammella di volume importante e adeguarla a una mammella controlaterale ptosica (cadente) e voluminosa.
E' infatti possibile trasferire nella regione mammaria un'ampia area di cute e tessuto adiposo posta nella parte inferiore dell'addome, al di sotto dell'ombelico.
I vantaggi di questo lembo sono i seguenti:
• il notevole apporto di pelle con il suo mantello adiposo sottocutaneo e sufficiente per ripristinare un ampio volume mammario e garantire un buon risultato estetico con una mammella naturalmente ptosica.
• non si utilizzano protesi ma solo tessuti della paziente stessa



Questa tecnica ha pero diversi svantaggi:

• un'estesa cicatrice addominale orizzontale nella sede donatrice del lembo
• la debolezza della parete addominale con possibilita di laparoceli (ernie) secondari
• Il tempo operatorio e lungo, 4-5 ore.
• Esistono poi delle controindicazioni: grande obesita, fumo, diabete, turbe microvascolari.

Vi sono poi diverse alternative tecniche quali l'impiego di due muscoli retti insieme, per poter trasferire maggior quantita di tessuto possibile, oppure l'utilizzo di tecniche microchirurgiche per poter risparmiare tessuto muscolare e diminuire il rischio di laparoceli secondari (ernie addominali).

Correzione della mammella controlaterale
La ricostruzione mammaria, se si esclude la tecnica con il lembo muscolocutaneo di muscolo retto dell'addome, conduce ad una mammella conica e non ptosica. Ne consegue che molto spesso per ovviare a questa asimmetria si debba intervenire sulla mammella controlaterale (del lato opposto) nei seguenti modi:


1. correggendone il grado di ptosi mediante mastopessi (lifting del seno) di bilanciamento
2. riducendone il volume con una vera e propria mastoplastica riduttiva
3. aumentandone il volume con una mastoplastica additiva calibrata.


E' preferibile eseguire la simmetrizzazione della mammella controlaterale in un secondo tempo chirurgico, dopo almeno sei mesi dal primo, per permettere alla mammella controlaterale una stabilizzazione del risultato.



Ricostruzione del complesso areola capezzolo
Ricostruzione di areola e capezzolo
L'ultimo passo della ricostruzione mammaria e la ricostruzione del complesso areola-capezzolo che viene eseguita quando le mammelle sono ben simmetrizzate e stabili.

Il capezzolo si puo ricostruire utilizzando il capezzolo controlaterale: se il quest'ultimo e grosso e molto sporgente se ne puo prelevare la meta e trapiantarlo come innesto libero nella nuova sede. In alternativa sono stati descritti numerosi metodi che utilizzano piccoli lembi locali che, ruotati, simulano l'aspetto di un capezzolo.

L'areola puo essere ricostruita o con un innesto dall'areola controlaterale quando questa e di grandi dimensioni; diversamente si puo utilizzare un innesto cutaneo prelevato alla radice della coscia. Infine si possono ottenere buoni risultati con la dermopigmentazione mediante tatuaggio. Presenta il vantaggio di non richiedere una sala operatoria e soprattutto di non aggiungere altre cicatrici.

a cura del Prof. Massimo Vergine -
Dipartimento di Scienze chirurgiche - Policlinico Umberto I di Roma


Per approfondimenti http://www.senologia.eu/

Torna l'OTTOBRE ROSA per la prevenzione del tumore al seno

CIVITAVECCHIA – Torna anche quest’anno “Ottobre Rosa”, la campagna di prevenzione contro i tumori al seno. Durante tutto il mese, l’off...