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Jane Fonda operata per un tumore al seno



Si è confessata, nei giorni scorsi, durante un’intervista al programma Entertainment Tonight, durante il quale ha raccontato di essere stata operata al seno a causa di un tumore.

Jane Fonda ha scoperto il carcinoma soltanto qualche settimana fa, durante un controllo di routine. Fortunatamente si trovava ancora al suo stadio iniziale, quindi il rapido intervento ha evitato ben più gravi conseguenze. Una grande paura, ha raccontato, ma che per fortuna è passata. Queste le parole dell’attrice 72enne, che ha tenuto anche a tranquillizzare i numerosi fan riguardo le sue condizioni di salute.

Jane ora sta bene, anzi è tornata più carica di prima, pronta a promuovere l’ultimo dvd di fitness, che in America già sta riscuotendo un incredibile successo. Lei, che da circa vent’anni è per l’America intera icona di benessere e salute, oggi parla di se stessa e di un problema che colpisce 1 donna su 10, un problema che grazie alla prevenzione può essere sconfitto.
Per approfondimenti sul tumore al seno www.senologia.eu



Tumore al seno in gravidanza: in Italia aumentano i casi

Tumore al seno in gravidanza: in Italia aumentano i casi
Una gestante ogni tremila si trova a dover fare i conti con il cancro alla mammella: ma le terapie personalizzate aiutano a salvaguardare il benessere del nascituro.

Da un lato l´innalzamento dell´età media della prima gravidanza al di sopra dei 30 anni - e in molti casi intorno ai 35 anni - e dall´altro la possibilità di ottenere una diagnosi sempre più precoce del tumore al seno, fanno sì che in Italia una gravidanza ogni 3000 sia funestata dal tumore alla mammella della gestante. Ben il 15% dei tumori al seno diagnosticati in donne al di sotto dei 35 anni si verifica durante la gravidanza.
"Quello del tumore al seno durante la gravidanza è uno dei temi più scottanti e d´attualità in senologia - sottolinea Francesca Rovera, direttore del Centro di ricerche in Senologia dell´Università dell´Insubria - per questo sarà uno degli argomenti al centro della Insubria International Summer School, organizzata dall´Università dell´Insubria a Varese il 10 e l´11 giugno 2010 e che sarà incentrata integralmente sul tema del tumore al seno. L´evento, che richiamerà centinaia di senologi da tutto il mondo, vedrà l´intervento di ben sette relatori dal Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, uno dei più prestigiosi centri oncologici al mondo, inoltre interverranno alcuni dei più autorevoli studiosi a livello internazionale del carcinoma mammario, solo per citare qualche nome Umberto Veronesi o ancora Laszlo Tabar, dell´Università di Uppsala (Svezia)".

"Una diagnosi di tumore al seno in una donna in stato di gravidanza - spiega la dottoressa Rovera - pone problemi specifici, che richiedono una particolare sensibilità e professionalità da parte del medico. È noto che le neoplasie che colpiscono pazienti in giovane età hanno una prognosi generalmente più severa, se a questo si associa lo stato di gravidanza, si comprende l´essenzialità di un approccio multidisciplinare che coinvolga senologo e oncologo, ma anche ginecologo, neonatologo e psicologo".

Per quanto riguarda la diagnosi, nella maggior parte dei casi le gestanti si accorgono in ritardo di avere un tumore al seno, infatti, nonostante i continui controlli per la gravidanza, nel 90% dei casi sono le stesse pazienti a rilevare i sintomi della malattia (il ritardo diagnostico risulta essere tra 1.5 e 6 mesi). Questo avviene perché da un lato non è facile l´esame obiettivo del seno, dovuto all´ingrossamento della ghiandola mammaria legato allo stato di gravidanza e dall´altro lato perché nella gestante esistono delle remore a effettuare accertamenti diagnostici per paura di causare danni al nascituro.

La diagnosi si esegue così come per le donne non in stato interessante: ossia, di fronte a un nodulo sospetto è indicata un´ecografia mammaria e un esame cito-istologico e solo in caso di conferma va effettuata una mammografia, che va eseguita con idonea schermatura dell´addome.

"Non esiste alcuna necessità di interrompere la gravidanza come atto terapeutico, ma è chiaro che la gravidanza delle pazienti affette da tumore al seno va seguita con uno stretto monitoraggio della salute biofisica fetale - aggiunge la dottoressa Rovera - . Esistono terapie conservative sempre più personalizzate che permettono buoni risultati oncologici salvaguardando la salute fetale".

Per quanto riguarda le terapie, queste cambiano in base al periodo gestazionale: il trattamento chirurgico non presenta controindicazioni per tutta la durata della gravidanza ed è uguale a quello indicato nelle donne non in stato interessante. La chemioterapia nei primi tre mesi di gravidanza è da evitare, poichè l´embrione è maggior rischio di subire gli effetti tossici della chemioterapia, i rischi diminuiscono nel semestre successivo. Va evitata la radioterapia, per i possibili danni cui il feto andrebbe incontro. Anche per quanto riguarda la terapia ormonale è corretto rimandarne l´uso al termine della gravidanza. Dopo le trenta - trentadue settimane è opportuno indurre il parto.

Per quanto riguarda le donne che hanno subito un trattamento terapeutico a causa di un tumore al seno: "non esistono controindicazioni assolute alla gravidanza - chiarisce la dottoressa Rovera - . L´unico accorgimento è quello di chiedere alla paziente di attendere un paio di anni dalla fine del trattamento prima di programmare una maternità essendo questo il periodo più a rischio per eventuali recidive tumorali".


Per approfondimenti sul tumore al seno www.senologia.eu

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