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I fibroadenomi della mammella

I fibroadenomi sono tumori benigni che si sviluppano di solito in donne giovani, spesso in adolescenti e possono essere scambiati per un cancro. Tuttavia, essi tendono a essere più mobili e circoscritti e, alla palpazione, possono sembrare una piccola biglia sfuggente. Solitamente i fibroadenomi possono essere asportati in anestesia locale, ma recidivano di frequente. Dopo aver fatto asportare diversi fibroadenomi risultati benigni, una paziente può decidere di non farne asportare altri in seguito. Le altre masse mammarie solide e benigne includono la steatonecrosi e l’adenosi sclerosante che possono essere diagnosticate solo con la biopsia.

ASPETTO CLINICO

Viene, nei soggetti giovani, più frequentemente individuato dalla paziente stessa con caratteristiche comuni: duro di consistenza, liscio o polilobato nei margini, rotondeggiante, spesso dolente o dolorabile alla palpazione, ma in particolar modo mobile tra le dita tanto da venir definito dagli Anglosassoni “ Breast mouse “ ( il topolino della mammella ). Unica variazione è nella localizzazione adiacente il capezzolo dove la mobiltà del nodulo stesso è ridotta per le aderenze con le strutture duttali. Nei soggetti in fase perimenopausale l’aspetto clinico cambia, sia per una modificazione strutturale del fibroadenoma che per la involuzione fibrotico adiposa della mammella stessa,diventando più rara la possibilità di individuarlo autonomamente con la palpazione. Diventa in questi casi un reperto in genere strumentale , per lo più ecografico.


Nelle donne anziane si possono diagnosticare fibroadenomi che si rilevano come masse piccole duro-lignee discretamente mobili , non dolorabili , che derivano dalla calcificazione di noduli preesistenti.

I fibroadenomi più comuni hanno un diametro che può andare da 1 cm. a 3 cm. Esistono forme meno comuni con diametri minori di un cm. che vengono all’attenzione della paziente o per un esame ( rilievo occasionale) o perché superficiali , sottocutanei.

Viene effettuata in genere dai medici una distinzione tra :

Fibroadenoma Simplex
Fibroadenoma Gigante
Fibroadenomatosi multipla
Tumore Filloide.
Ad eccezione del Tumore Filloide che necessiterebbe di un discorso a parte, le altre tre diciture risultano essere una divisione fittizia, in uso solo tra gli addetti ai lavori, in quanto rappresentano aspetti clinici e strumentali di identificazione lievemente diversi della stessa identica patologia.

Si identifica nella fibroadenomatosi multipla la presenza di almeno 5 fibroadenomi nella singola mammella , evento relativamente frequente dal 10 al 20% dei casi,pongono essenzialmente problemi diagnostici , ma non di prognosi.

Il Fibroadenoma gigante o giovanile è tipico dell’età adolescenziale e può presentare una crescita rapida sino a dimensioni notevoli in poco tempo, mantenendo la propria benignità e le stesse caratteristiche cliniche.

PATOGENESI


E’ oramai comunemente accettato che tali lesioni derivino dal tessuto lobulare della ghiandola mammaria. Nello specifico deriverebbero dallo stroma ormonodipendente dei lobuli stessi e non dal semplice stroma del parenchima mammario, (cioè da quella parte della impalcatura fibrosa della ghiandola che contiene una elevata quantità di recettori per gli ormoni estrogeni e quindi risulta particolarmente sensibile alla loro azione). Questa origine spiegherebbe molti aspetti particolari di tale patologia, come ad esempio si formino nel periodo di maggior sviluppo lobulare della mammella, come sia di natura stromale la componente principale del fibroadenoma e come la maggior parte dei carcinomi che insorgono nei fibroadenomi (evento rarissimo) siano della variante “Carcinoma Lobulare in Situ”.

La causa specifica della insorgenza dei fibroadenomi non è conosciuta , ma il fatto che la stimolazione estrogenica provoca la proliferazione lobulare suggerisce che un lobulo diventi per fattori recettoriali più responsivo alla stimolazione ormonale determinando al tempo stesso una involuzione dei lobuli adiacenti.

Non esiste evidenza che i contraccettivi orali siano causa di incremento nello sviluppo di nuovi fibroadenomi o nella evoluzione in lesioni maligne.

I tessuti del fibroadenoma rispondono alle influenze ormonali e non , in maniera simile alla ghiandola mammaria sana. Così si hanno modificazioni iperplastiche ( ingrandimento ) durante la gravidanza ed involuzione durante la menopausa.

La distinzione anatomica in Intracanalcolari e Pericanalicolari ha un significato descrittivo microscopico , ma non un significativo dal punto di vista patologico ed, essendo spesso presenti entrambi gli aspetti nella medesima lesione , oggi in disuso.

DIAGNOSI

La diagnosi di tali lesioni risulta essere essenzialmente clinica attraverso la palpazione, sia per le caratteristiche stesse dei noduli già citate: mobilità rispetto i piani adiacenti, superficie liscia, consistenza duro-elastica e dolorabilità; sia perché essendo più frequentemente dell’età giovanile, l’uso di esami strumentali in questo periodo è spesso occasionale.

Si badi bene che non necessariamente un fibroadenoma mammario debba presentarsi tutte con queste caratteristiche contemporaneamente, la non dolorabiltà o la non netta delineazione dei margini, non debbono escludere tale diagnosi.

Dal punto di vista della diagnosi strumentale, l’esame principale risulta essere la Ecografia sia per la sua particolare capacità interpretativa nei seni giovanili, sia per la facile esecuzione dell’esame stesso. Il Fibroadenoma compare come un’area nodulare a margini netti e lineari,a volte polilobati, non infrequente la presenza di più fibroadenomi adiacenti con immagini a “clessidra”, un contenuto in genere più scuro (ipoecogeno ) omogeneo, ad asse magiore parallelo ai piani superficiali cutanei, con spesso un rinforzo ultrasonoro posteriore ( area più chiara posteriore al nodulo stesso).

Il Color Doppler viene utilizzato per valutare la presenza di vascolarizzazione nel nodulo stesso, indice questo di tendenza all’accrescimento del fibroadenoma , od elemento diagnostico differenziale in presenza di sospetto tumorale.

La mammografia, non consigliata nei soggetti giovani, e certamente non indicata nella diagnosi in pazienti con età inferiore ai 35 anni, mostra dei bersagli a margini lineari con densità maggiore rispetto ai tessuti adiacenti , ma non rende chiara la differenza qualitativa tra cisti e fibroadenomi .

Agli esami strumentali citati in presenza di dubbi diagnostici legati all’età della paziente, ad alcune caratteristiche del nodulo stesso , od alla esperienza del Senologo ( elemento importantissimo ) si associa l’esame citologico su agoaspirato , o l’esame microistologico su tecnica agobioptica.

L’esame microistologico non deve essere necessariamente considerato come strumento di diagnosi del tumore maligno, il conoscere che tipo di benignità abbiamo di fronte è necessario per individuare la corretta terapia da attuare e conoscere il tipo di comportamento che la ghiandola avrà nel tempo anche di fronte ad eventuali terapie da attuare.

TERAPIA

In passato la maggioranza dei medici riteneva giusta l’asportazione di tutti i noduli rilevabili e quindi di conseguenza di tutti i fibroadenomi, atteggiamento questo dettato dalla scarsa conoscenza dell’evoluzione naturale di tale patologia. Considerando che le probabilità che un fibroadenoma possa degenerare sono praticamente nulle, dell’ordine dello 0,1-0,3% , ( più che degenerazione si deve pensare allo sviluppo della componente tumorale intranodulare presente nei rarissimi casi ), e considerando che anche la trasformazione di un fibroadenoma in un Tumore Filloide è una evenienza estremamente rara, l’atteggiamento conservativo è oggi considerato ottimale.

Conservare non significa sottovalutare, la tendenza all’accrescimento ed il superamento di dimensioni di 2,5-3 cm. ne consigliano l’escissione.

In presenza di una diagnosi di fibroadenoma i tre fattori che mi inducono ad optare per la soluzione chirurgica sono, se presenti, : il dolore, l’accrescimento nei soggetti con più di 35 anni ed in genere il superamento dei 2,5 cm., il livello di ansia. Il dolore e l’ansia , così come l’impatto estetico, sono fattori che possono in qualche modo compromettere la qualità della vita, l’accrescimento nei soggetti adulti può essere considerato un elemento non benigno.

Il mio comportamento di fronte alla diagnosi di un fibroadenoma , una volta optato per un atteggiamento conservativo, è quello di verificare a 3 o 6 mesi se si sono avute modificazioni dimensionali e strumentali del nodulo e se si sono evidenziate problematiche estetiche e/o psicologiche, dopodichè i controlli potranno essere impostati con cadenza annuale.

La terapia dei fibroadenomi è essenzialmente una terapia chirurgica. Il fatto che la lesione fibroadenomatosa è una lesione benigna impone al chirurgo di necessità delle valutazioni estetiche prima dell’atto operatorio. Non ha senso creare dei disagi a carico della paziente con cicatrici deturpanti, la esecuzione della incisione periareolare o nel solco sottomammario può determinare delle difficoltà tecniche ma di facile risoluzione anche in anestesia locale.

Solo nel Tumore Filloide e nei Fibroadenomi con elementi intralesionali carcinomatosi necessitano delle escissioni allargata, senza arrivare necessariamente alle quadrantectomie e/o mastectomie

( possibilità da non escludersi in presenza di casi particolari).

FIBROADENOMI e CANCRO

Ci sono 3 aspetti della relazione tra fibroadenomi e carcinoma che richiedono una puntualizzazione:

Incidenza tra presenza di fibroadenomi e sviluppo successivo di un carcinoma mammario.

Viraggio di un fibroadenoma in un carcinoma.

Rapporto tra fibroadenomi e Tumori filloidi.
La presenza di iperplasia epiteliale nei fibroadenomi è undato anatomo-patologico comune ma di scarso significato, non si ritiene fattore di rischio. Si è in qualche studio identificata una percentuale maggiore di tumore in pazienti con fibroadenomi multipli, ma non al momento un dato sufficiente per esprimere giudizi , è solo un elemento che necessita ulteriori studi.

Bisogna sempre distinguere la possibilità che un carcinoma si sia sviluppato nelle adiacenze di un fibroadenoma inglobandolo ( evento riportato in vari studi) e quindi classificabile in maniera diversa. Come già detto l’evento di una lesione carcinomatosa in un fibroadenoma è estremamente raro, ed è ancora più raro che questa lesione sia di tipo infiltrante essendo per la maggior parte focolai di Carcinoma Lobulare in Situ ( variante a scarsa aggressività ), in tali casi è sufficiente un allargamento escissionale semplice. I casi con evoluzione infiltrativa sono risultati derivare da una degenerazione della forma globulare.

Discorso a parte necessitano i Tumori Filloidi, tal lesioni hanno la stessa origine dei fibroadenomi e certamente i fibroadenomi possono evolvere in forme filloidi. Importante è non confondere i tumori filloidi con i sarcomi, anche nei filloidi viene consigliata una escissione allargata ed un successivo monitoraggio della paziente.

Per maggiori informazioni sulle patologie mammarie http://www.senologia.eu

Etichette: fibroadenoma, fibroadenomi, tumori benigni della mammella

Fibroadenomi

I fibroadenomi sono tumori benigni si sviluppano di solito in donne giovani, spesso in adolescenti e possono essere scambiati per un cancro. Tuttavia, essi tendono a essere più mobili e circoscritti e, alla palpazione, possono sembrare una piccola biglia sfuggente. Solitamente i fibroadenomi possono essere asportati in anestesia locale, ma recidivano di frequente. Dopo aver fatto asportare diversi fibroadenomi risultati benigni, una paziente può decidere di non farne asportare altri in seguito. Le altre masse mammarie solide e benigne includono la steatonecrosi e l’adenosi sclerosante che possono essere diagnosticate solo con la biopsia.

ASPETTO CLINICO

Viene, nei soggetti giovani, più frequentemente individuato dalla paziente stessa con caratteristiche comuni: duro di consistenza, liscio o polilobato nei margini, rotondeggiante, spesso dolente o dolorabile alla palpazione, ma in particolar modo mobile tra le dita tanto da venir definito dagli Anglosassoni “ Breast mouse “ ( il topolino della mammella ). Unica variazione è nella localizzazione adiacente il capezzolo dove la mobiltà del nodulo stesso è ridotta per le aderenze con le strutture duttali. Nei soggetti in fase perimenopausale l’aspetto clinico cambia, sia per una modificazione strutturale del fibroadenoma che per la involuzione fibrotico adiposa della mammella stessa,diventando più rara la possibilità di individuarlo autonomamente con la palpazione. Diventa in questi casi un reperto in genere strumentale , per lo più ecografico.


Nelle donne anziane si possono diagnosticare fibroadenomi che si rilevano come masse piccole duro-lignee discretamente mobili , non dolorabili , che derivano dalla calcificazione di noduli preesistenti.

I fibroadenomi più comuni hanno un diametro che può andare da 1 cm. a 3 cm. Esistono forme meno comuni con diametri minori di un cm. che vengono all’attenzione della paziente o per un esame ( rilievo occasionale) o perché superficiali , sottocutanei.

Viene effettuata in genere dai medici una distinzione tra :

Fibroadenoma Simplex
Fibroadenoma Gigante
Fibroadenomatosi multipla
Tumore Filloide.
Ad eccezione del Tumore Filloide che necessiterebbe di un discorso a parte, le altre tre diciture risultano essere una divisione fittizia, in uso solo tra gli addetti ai lavori, in quanto rappresentano aspetti clinici e strumentali di identificazione lievemente diversi della stessa identica patologia.

Si identifica nella fibroadenomatosi multipla la presenza di almeno 5 fibroadenomi nella singola mammella , evento relativamente frequente dal 10 al 20% dei casi,pongono essenzialmente problemi diagnostici , ma non di prognosi.

Il Fibroadenoma gigante o giovanile è tipico dell’età adolescenziale e può presentare una crescita rapida sino a dimensioni notevoli in poco tempo, mantenendo la propria benignità e le stesse caratteristiche cliniche.

PATOGENESI


E’ oramai comunemente accettato che tali lesioni derivino dal tessuto lobulare della ghiandola mammaria. Nello specifico deriverebbero dallo stroma ormonodipendente dei lobuli stessi e non dal semplice stroma del parenchima mammario, (cioè da quella parte della impalcatura fibrosa della ghiandola che contiene una elevata quantità di recettori per gli ormoni estrogeni e quindi risulta particolarmente sensibile alla loro azione). Questa origine spiegherebbe molti aspetti particolari di tale patologia, come ad esempio si formino nel periodo di maggior sviluppo lobulare della mammella, come sia di natura stromale la componente principale del fibroadenoma e come la maggior parte dei carcinomi che insorgono nei fibroadenomi (evento rarissimo) siano della variante “Carcinoma Lobulare in Situ”.

La causa specifica della insorgenza dei fibroadenomi non è conosciuta , ma il fatto che la stimolazione estrogenica provoca la proliferazione lobulare suggerisce che un lobulo diventi per fattori recettoriali più responsivo alla stimolazione ormonale determinando al tempo stesso una involuzione dei lobuli adiacenti.

Non esiste evidenza che i contraccettivi orali siano causa di incremento nello sviluppo di nuovi fibroadenomi o nella evoluzione in lesioni maligne.

I tessuti del fibroadenoma rispondono alle influenze ormonali e non , in maniera simile alla ghiandola mammaria sana. Così si hanno modificazioni iperplastiche ( ingrandimento ) durante la gravidanza ed involuzione durante la menopausa.

La distinzione anatomica in Intracanalcolari e Pericanalicolari ha un significato descrittivo microscopico , ma non un significativo dal punto di vista patologico ed, essendo spesso presenti entrambi gli aspetti nella medesima lesione , oggi in disuso.

DIAGNOSI

La diagnosi di tali lesioni risulta essere essenzialmente clinica attraverso la palpazione, sia per le caratteristiche stesse dei noduli già citate: mobilità rispetto i piani adiacenti, superficie liscia, consistenza duro-elastica e dolorabilità; sia perché essendo più frequentemente dell’età giovanile, l’uso di esami strumentali in questo periodo è spesso occasionale.

Si badi bene che non necessariamente un fibroadenoma mammario debba presentarsi tutte con queste caratteristiche contemporaneamente, la non dolorabiltà o la non netta delineazione dei margini, non debbono escludere tale diagnosi.

Dal punto di vista della diagnosi strumentale, l’esame principale risulta essere la Ecografia sia per la sua particolare capacità interpretativa nei seni giovanili, sia per la facile esecuzione dell’esame stesso. Il Fibroadenoma compare come un’area nodulare a margini netti e lineari,a volte polilobati, non infrequente la presenza di più fibroadenomi adiacenti con immagini a “clessidra”, un contenuto in genere più scuro (ipoecogeno ) omogeneo, ad asse magiore parallelo ai piani superficiali cutanei, con spesso un rinforzo ultrasonoro posteriore ( area più chiara posteriore al nodulo stesso).

Il Color Doppler viene utilizzato per valutare la presenza di vascolarizzazione nel nodulo stesso, indice questo di tendenza all’accrescimento del fibroadenoma , od elemento diagnostico differenziale in presenza di sospetto tumorale.

La mammografia, non consigliata nei soggetti giovani, e certamente non indicata nella diagnosi in pazienti con età inferiore ai 35 anni, mostra dei bersagli a margini lineari con densità maggiore rispetto ai tessuti adiacenti , ma non rende chiara la differenza qualitativa tra cisti e fibroadenomi .

Agli esami strumentali citati in presenza di dubbi diagnostici legati all’età della paziente, ad alcune caratteristiche del nodulo stesso , od alla esperienza del Senologo ( elemento importantissimo ) si associa l’esame citologico su agoaspirato , o l’esame microistologico su tecnica agobioptica.

L’esame microistologico non deve essere necessariamente considerato come strumento di diagnosi del tumore maligno, il conoscere che tipo di benignità abbiamo di fronte è necessario per individuare la corretta terapia da attuare e conoscere il tipo di comportamento che la ghiandola avrà nel tempo anche di fronte ad eventuali terapie da attuare.

TERAPIA

In passato la maggioranza dei medici riteneva giusta l’asportazione di tutti i noduli rilevabili e quindi di conseguenza di tutti i fibroadenomi, atteggiamento questo dettato dalla scarsa conoscenza dell’evoluzione naturale di tale patologia. Considerando che le probabilità che un fibroadenoma possa degenerare sono praticamente nulle, dell’ordine dello 0,1-0,3% , ( più che degenerazione si deve pensare allo sviluppo della componente tumorale intranodulare presente nei rarissimi casi ), e considerando che anche la trasformazione di un fibroadenoma in un Tumore Filloide è una evenienza estremamente rara, l’atteggiamento conservativo è oggi considerato ottimale.

Conservare non significa sottovalutare, la tendenza all’accrescimento ed il superamento di dimensioni di 2,5-3 cm. ne consigliano l’escissione.

In presenza di una diagnosi di fibroadenoma i tre fattori che mi inducono ad optare per la soluzione chirurgica sono, se presenti, : il dolore, l’accrescimento nei soggetti con più di 35 anni ed in genere il superamento dei 2,5 cm., il livello di ansia. Il dolore e l’ansia , così come l’impatto estetico, sono fattori che possono in qualche modo compromettere la qualità della vita, l’accrescimento nei soggetti adulti può essere considerato un elemento non benigno.

Il mio comportamento di fronte alla diagnosi di un fibroadenoma , una volta optato per un atteggiamento conservativo, è quello di verificare a 3 o 6 mesi se si sono avute modificazioni dimensionali e strumentali del nodulo e se si sono evidenziate problematiche estetiche e/o psicologiche, dopodichè i controlli potranno essere impostati con cadenza annuale.

La terapia dei fibroadenomi è essenzialmente una terapia chirurgica. Il fatto che la lesione fibroadenomatosa è una lesione benigna impone al chirurgo di necessità delle valutazioni estetiche prima dell’atto operatorio. Non ha senso creare dei disagi a carico della paziente con cicatrici deturpanti, la esecuzione della incisione periareolare o nel solco sottomammario può determinare delle difficoltà tecniche ma di facile risoluzione anche in anestesia locale.

Solo nel Tumore Filloide e nei Fibroadenomi con elementi intralesionali carcinomatosi necessitano delle escissioni allargata, senza arrivare necessariamente alle quadrantectomie e/o mastectomie

( possibilità da non escludersi in presenza di casi particolari).

FIBROADENOMI e CANCRO

Ci sono 3 aspetti della relazione tra fibroadenomi e carcinoma che richiedono una puntualizzazione:

Incidenza tra presenza di fibroadenomi e sviluppo successivo di un carcinoma mammario.

Viraggio di un fibroadenoma in un carcinoma.

Rapporto tra fibroadenomi e Tumori filloidi.
La presenza di iperplasia epiteliale nei fibroadenomi è undato anatomo-patologico comune ma di scarso significato, non si ritiene fattore di rischio. Si è in qualche studio identificata una percentuale maggiore di tumore in pazienti con fibroadenomi multipli, ma non al momento un dato sufficiente per esprimere giudizi , è solo un elemento che necessita ulteriori studi.

Bisogna sempre distinguere la possibilità che un carcinoma si sia sviluppato nelle adiacenze di un fibroadenoma inglobandolo ( evento riportato in vari studi) e quindi classificabile in maniera diversa. Come già detto l’evento di una lesione carcinomatosa in un fibroadenoma è estremamente raro, ed è ancora più raro che questa lesione sia di tipo infiltrante essendo per la maggior parte focolai di Carcinoma Lobulare in Situ ( variante a scarsa aggressività ), in tali casi è sufficiente un allargamento escissionale semplice. I casi con evoluzione infiltrativa sono risultati derivare da una degenerazione della forma globulare.

Discorso a parte necessitano i Tumori Filloidi, tal lesioni hanno la stessa origine dei fibroadenomi e certamente i fibroadenomi possono evolvere in forme filloidi. Importante è non confondere i tumori filloidi con i sarcomi, anche nei filloidi viene consigliata una escissione allargata ed un successivo monitoraggio della paziente.

Per maggiori informazioni sulle patologie mammarie www.senologia.eu

Il fibroadenoma - notizie utili sulla più frequente patologia benigna della mammella

Il Fibroadenoma


Il fibroadenoma e' il piu' frequente tumore benigno , con una massima incidenza nelle donne giovani tra i 20 e 50 anni.
I fibroadenomi hanno la tendenza ad aumentare di volume durante la gravidanza e a regredire dopo la menopausa.Generalmente si presentano con un nodulo unico ma in circa il 15% dei casi si possono essere multipli.
Il fibroadenoma e' considerato un processo iperplastico che coinvolge una unita terminale dutto –lobulare ed il tessuto connettivo circostante.Dalle ultime ricerche sembra che la cellula originaria del fibroadenoma sia il fibroblasto.
Influenza ormonale e fibroadenoma:Essendo i fibroadenomi costituiti dalle stesse cellule del tessuto mammario normale, essi mostrano uguale risposta della ghiandola mammaria agli stimoli ormonali ed in particolare tendono ad aumentare durante la gravidanza e all’allattamento e a diminuire in menopausa.L’utilizzo di pillola anticoncezionale non sembra influenzare l’incidenza del fibroadenoma , ne provocarne l’aumento di dimensione.Mentre in coloro che assumono terapia ormonale sostitutiva in menopausa si puo avere un lieve aumento di dimensioni, provocato anche dall’aumento di tessuto circostante.
Clinicamente si presenta come un nodulo di consistenza fibrosa , spesso mobile , non e quasi mai spontaneamente dolorabile e nemmeno alla palpazione.Alla palpazione presenta contorni netti, superficie liscia , ma qualche volta polilobulata.La maggior parte dei fibroadenomi non supera i 2-3 cm di dimensione e tendono a rimanere stabili nel tempo.
Diagnosi: proprio per le sue caratteristiche spesso la diagnosi e' clinica, avvertendosi alla palpazione e spesso all’autopalpazione.La diagnosi strumentale si avvale della semplice ecografia mammaria, dove il fibroadenoma si presenta come una neoformazione ipoecogena con asse maggiore parallelo alla cute.Qualora vi siano dubbi alle immagini strumentali ( possibile cisti liquida densa o linfonodo) oppure al suo comportamento clinico quale rapida crescita o comparsa in eta' avanzata sarebbe opportuno un esame citologico con ago aspirato o un esame istologico dopo sua asportazione.
Terapia : in passato si suggeriva la sistematica asportazione asportazione dei fibroadenomi nella paura che si potessero con glia nni trasformare in tumori, ipotesi infondata e priva di riscontri scientifici.Attualmente sono molto ridimensionate le indicazioni all’asportazione chirurgica di un fibroadenoma si sono molto ridotte , infatti si raccomanda solo nei seguenti casi:
1) dubbio diagnostico 2)significativo aumento delle dimensioni nel giro di uno due anni3)quando le dimensioni del fibroadenoma, in rapporto alle dimensioni della mammella creano problemi estetici o psicologici alla paziente.

Anatomia patologica : macroscopicamente il fibroadenoma si presenta come una nodulo a margini arrotondati, a superfice liscia: al taglio presentano un aspetto fibroso e di colore madreperlaceo e presenta componente connettivale e ghiandolare .Si distinguono principalemte 2 tipi
1) intracanalicolare, quando l’iperplasia determina l’ostruzione del lume ghiandolare2) pericanalicolare, quando l’iperplasia si sviluppa atorno alla superfice ghiandolareIn alcuni casi possono coesistere entrambe le forme.


Riferimenti bibliografici
Mario Rientes-Cicero Urban –Chirurgia della mammella estetica e ricostruttiva _ Edizioni Piccin 2007
Trattato di senologia- edizioni Piccin 2004Neoplasie della mammella: dalla diagnosi al trattamento : Cosmi E.-Pinotti J. See-Edizioni 2006Senologia-
Diagnostica per Immagini – Umberto Veronesi Edizioni medico scientifiche 1997

A CURA DELProf. Massimo Vergine Univerista' "La Sapienza" di Roma Policlinico Umberto I Dipartimento Scienze Chirurgiche

per approfondimenti http://www.senologia.eu/

Reinterventi dopo chirurgia conservativa per tumori al seno

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